Il Partito Democratico di Vercelli formalizza il proprio sostengo alla ricandidatura del sindaco uscente, Maura Forte

Comunicato Stampa

Il Partito Democratico di Vercelli formalizza il proprio sostengo alla ricandidatura del sindaco uscente, Maura Forte

Il Partito Democratico di Vercelli, a conclusione di un percorso politico di confronto e approfondimento in vista delle prossime elezioni amministrative, formalizza il proprio sostengo alla ricandidatura del sindaco uscente, Maura Forte.

Il confronto con rappresentanti politici dell’area di centro-sinistra, pur non avendo a oggi portato al raggiungimento di una sintesi condivisa dovuta a quanto avvenuto in questi anni in Consiglio comunale, ha permesso di riaprire un canale di dialogo che il Partito Democratico di Vercelli intende coltivare, nel pieno rispetto delle posizioni reciproche.

La ricandidatura di Maura Forte è in primis una scelta di coerenza – dato il sostegno leale e corretto assicurato dal Partito Democratico al sindaco in questi anni – per rivendicare con orgoglio i risultati conseguiti dall’amministrazione. Risultati che hanno portato un cambiamento concreto e una crescita complessiva della città di Vercelli.

La riflessione compiuta in questi mesi ha permesso di analizzare, con umiltà e lucidità, anche le problematiche emerse durante la legislatura, così da presentare agli elettori una proposta politica forte e compatta. Una proposta che faccia tesoro del grande bagaglio di esperienza costruito con dedizione dal sindaco Maura Forte in questi anni, con l’obbiettivo di contribuire al miglioramento della vita dei cittadini di Vercelli.

Il Segretario cittadino
Michele Gaietta

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“TAV. Perché sì”, il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino presenta il suo libro a Vercelli

Comunicato Stampa 

“TAV. Perché sì”, il Presidente della Regione Piemonte SERGIO CHIAMPARINO presenta il suo libro a Vercelli

Lunedì 11 febbraio alle ore 18 a Vercelli, presso il Salone convegni “Diqui” (Padiglione Ex-18), si terrà l’incontro per la presentazione del libro di Sergio Chiamparino e Piero Fassino “TAV. Perché sì” (La nave di Teseo, 2018). 

All’incontro, promosso dai Consiglieri regionali PD Giovanni CORGNATI e Gabriele MOLINARI e presieduto da Luigi BOBBA, prendono parte, oltre al Presidente della Regione Piemonte SERGIO CHIAMPARINO, l’Ing. Daniele PEILA, Membro del Consiglio Esecutivo dell’Associazione Internazionale delle Gallerie (International Tunnelling Association) e il Segretario provinciale PD Michele GAIETTA; modera Fabrizio FINOCCHI, giornalista.

L’iniziativa richiama il dibattito politico vercellese avviato con l’OdG “La TAV e il Piemonte non finiscano su un binario morto” approvato nel Consiglio comunale dello scorso dicembre che invita il Sindaco Maura Forte e la Giunta “ad adottare le opportune iniziative, nell’ambito delle proprie competenze, per invitare il Governo a procedere con la massima urgenza al completamento dei lavori dell’Alta Velocità/Alta Capacità Ferroviaria Torino-Lione”.

La TAV – la linea ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino a Lione, e l’Italia alle grandi vie di comunicazione europee – è da 25 anni al centro di uno scontro aspro tra chi è favorevole e chi contrario alla sua realizzazione. Un confronto in cui slogan e accuse hanno spesso soffocato il reale dibattito.

Piero Fassino e Sergio Chiamparino hanno affrontato entrambi in prima persona, come membri del governo e amministratori locali, la nascita e l’evoluzione della TAV, ne hanno da sempre difeso gli obiettivi, pur avanzando proposte e non risparmiando critiche per migliorare un progetto di grande complessità.

In questo libro presentano, con chiarezza e passione, le ragioni del sì a un’opera strategica per il Piemonte e per tutto il Paese, e al tempo stesso ne fanno la chiave per difendere l’idea di un’Italia aperta al mondo, rispettosa della partecipazione e del confronto, finalmente capace di prendere decisioni coraggiose.

Salone convegni Diqui – Ristorante Caffetteria Spazio per l’arte Contemporanea (Padiglione Ex-18) primo piano, viale Garibaldi 96 Vercelli.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Info: 3487332264 tini.brunozzi@gmail.com 

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Luigi Bobba sui dazi: una vittoria dei risicoltori, un plauso all’Unione Europea

Questa volta la Commissione Europea non è rimasta intrappolata nelle sue burocrazie. La richiesta del Governo Gentiloni (febbraio 2018) – supportata da altri sette Paesi – di introdurre la clausola di salvaguardia sulle importazioni di riso a dazio zero da Cambogia e Myammar/Birmania, è stata accolta.

In meno di un anno, la Commissione Europea ha avviato un’indagine che ha portato a verificare un aumento anomalo di importazioni da questi paesi, in volumi tali da danneggiare seriamente i risicoltori europei e in particolare quelli italiani che da soli producono circa il 50% del riso europeo.

“Una vittoria importante perché consente di evitare un vero e proprio dumping sul riso italiano, mettendo fortemente in difficoltà le nostre aziende vercellesi – dichiara Luigi Bobba, già Sottosegretario al Lavoro.

La spinta dell’Ente Risi, delle organizzazioni agricole e dei risicoltori vercellesi – insieme all’azione di Governo e della UE – ha portato in meno di un anno, a conseguire questo importante risultato”.

“Le nostre aziende e le nostre istituzioni – continua Bobba – possono ora concentrare la loro attenzione sulla sfida della qualità e della tipicità del nostro prodotto. E le azioni intraprese dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero, anche con il lancio del marchio “Piemondina”, si muovono proprio in questa direzione.

Ora – conclude Bobba – bisogna arrivare all’etichettatura europea sul paese di origine in modo da salvaguardare la tipicità del riso delle nostre terre, l’unicità del paesaggio delle risaie, tutelare adeguatamente i consumatori e promuovere la gastronomia piemontese”.

 

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#Democratica: Trentamila in piazza a Torino per dire sì alla Tav

Chiamparino: “Se bloccheranno la Tav indiremo un referendum”

Molti sindaci e amministratori locali hanno partecipato alla manifestazione. E lo hanno fatto decidendo di “violare” le regole della piazza e indossare la fascia tricolore.

In piazza anche Forza Italia con il presidente della regione Liguria Giovanni Toti: “Sarebbe una follia non finire un’opera già cominciata. Le infrastrutture sono fondamentali per il rilancio del Nord Ovest – ha aggiunto – il Paese aspetta la Tav da trent’anni. Chiedo al governo di finire la Tav e di accelerare sul Terzo Valico”.

Ma in piazza è scesa anche la Lega che oggi governa insieme al M5s. La presenza, che c’è stata anche in altre occasioni fa discutere, visto che sono anche loro a dover scegliere se bloccare l’opera o andare avanti. Il capogruppo leghista alla Camera Riccardo Molinari ha voluto spiegare il senso della loro presenza in piazza: “Sapevamo dal primo giorno che era motivo di dissenso. Non c’è contraddizione nella nostra presenza in piazza oggi. La Lega ha posizione confermata da posizioni storiche in parlamento. Sapevamo dal primo giorno che era un tema divisivo, un conto è ridiscutere il progetto, tagliare sprechi. Un altro  è cancellare il progetto. Abbiamo trovato la sintesi su tanti argomenti, lo troveremo anche su questo. Il contratto dice: dopo costi benefici valutare le modalità di attuazione, non realizzarla è un’altra cosa”.

leggi l’articolo di Democratica

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Alta Velocità L’ipotesi Brianco mette d’accordo Vercelli e Biella

Ma per il risultato dello studio sulla fermata ideale bisognerà aspettare febbraio, in corsa anche Novara

Tra le varie proposte presentate per la fermata intermedia dell’Alta Velocità fra Milano e Torino ci sono Chivasso, Carisio, Santhià e Novara: quella di Santhià mette d’accordo Vercelli e Biella

leggi l’articolo de La Stampa dell’8 gennaio 2019

 

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Messaggio di cordoglio per la scomparsa dell’Assessore Andrea Raineri

Mi unisco al messaggio di cordoglio per la dolorosa scomparsa dell’Assessore Andrea Raineri. La cittadinanza di Vercelli e il mondo del sociale e del volontariato piangono la perdita di una giovane vita e di una grande risorsa per il bene comune.

Il Partito Democratico Vercelli Valsesia esprime massima vicinanza ai familiari di Andrea Raineri. Non ci sono parole adatte a descrivere il profondo cordoglio per aver perso una persona unica, che lascia un segno indelebile nella nostra comunità politica e nella città di Vercelli. Onesto, buono, colto, generoso, divertente e mai banale, Andrea ci ha lasciati pochi giorni dopo il suo compleanno. Il giorno dopo la ripartenza del suo amato carnevale. Vorremmo fosse possibile tornare indietro, per discutere ancora una volta insieme, con leggerezza e profondità, di politica e molto altro. Ma non è possibile. Quello che possiamo fare però è ricordarlo in ogni nostro sorriso, perché il suo insegnamento più grande è proprio questo: mai cedere all’odio, all’invidia e alla paura ma affrontare il mondo con il sorriso in volto, la bellezza negli occhi e la fede nel cuore.

Michele Gaietta

Segretario Provinciale Partito Democratico Vercelli-Valsesia

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«Una tassa sulla povertà: punisce le organizzazioni che aiutano i bisognosi»

Dicono di voler colpire con quest’aumento dell’IRES per gli enti del terzo settore “i furbetti”… ma non ce n’è bisogno, basterebbe che si occupassero per bene dell’attuazione della Riforma che ancora in attesa di decreti attuativi. In quella riforma del terzo settore c’è l’istituzione del registro unico nazionale, che già da solo contrasta che non opera correttamente.

leggi l’intervista su Notozia Oggi Vercelli del 31 dicembre 2018

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Aumento delle tasse per le associazioni di volontariato e del terzo settore: un provvedimento ingiusto che grava su chi si impegna per il bene degli altri

Spieghiamolo bene: gli enti del terzo settore (ad esempio quelli che organizzano i volontari delle ambulanze e dei servizi di assistenza agli anziani) per legge sono tenuti a re-investire tutti gli utili che producono in nuovi mezzi, strumenti e altri investimenti e iniziative che possono servire a migliorare e allargare i servizi resi alla collettività.

Con il raddoppio della tassazione (dal 12% al 24%) quasi un quarto di questi utili saranno spesi in tasse invece che in ambulanze, deambulatori, mense per i poveri, formazione.

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Oleggio Grande si è dimostrata, dalla sua fondazione, molto sensibile alle tematiche del volontariato e del Terzo Settore. Al Terzo Settore, alle organizzazioni oleggesi di volontariato, abbiamo dedicato nel mese di settembre la prima uscita pubblica della nostra associazione, portando a Oleggio alcuni tra i massimi esperti nazionali e locali di questo comparto.

Come tutti abbiamo appreso in questi giorni che, tra i provvedimenti governativi approvati con la manovra di bilancio 2019, è previsto il raddoppio della tassazione (IRES) sugli enti del Terzo Settore.

Spieghiamolo bene: gli enti del terzo settore (ad esempio quelli che organizzano i volontari delle ambulanze e dei servizi di assistenza agli anziani) per legge sono tenuti a re-investire tutti gli utili che producono in nuovi mezzi, strumenti e altri investimenti e iniziative che possono servire a migliorare e allargare i servizi resi alla collettività.

Con il raddoppio della tassazione (dal 12% al 24%) quasi un quarto di questi utili saranno spesi in tasse invece che in ambulanze, deambulatori, mense per i poveri, formazione.

La nostra posizione al riguardo è netta: non pensiamo che sia una buona idea togliere soldi agli enti del Terzo Settore, che li spendono a favore delle persone in condizioni di bisogno (direttamente, immediatamente e senza burocrazia) per darli al bilancio di uno stato che in campo assistenziale (così come e in taluni altri campi) non sempre ha dimostrato di saper investire altrettanto efficacemente.

Per buona creanza, ma non senza una punta di indignazione, ci fermiamo qui con i nostri commenti.

Ma non possiamo fare a meno di riportare quelli di chi al Terzo Settore ha dedicato impegno e lavoro. Luigi Bobba, uno dei padri della riforma del Terzo Settore, già Presidente delle ACLI e nostro ospite-relatore al convegno oleggese di settembre, ha twittato così:

“(…) adesso colpiscono il volontariato che ogni giorno sta accanto ai poveri, ai malati, agli esclusi. Dicevano di abolire la povertà, invece cancellano i poveri”.

E così ha commentato Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore:

“(…) Assurdo che debba essere proprio il Terzo Settore a pagare l’accordo con L’Europa. Un prezzo alto: da una prima stima, solo per il primo anno il volontariato italiano andrà a versare 118 milioni di Euro.”

Al proposito, e a conferma della nostra impressione, ci spiace ricordare che al nostro affollato convegno oleggese sulla riforma del Terzo Settore avevamo invitato anche il sottosegretario oleggese allo sviluppo economico; che non ha risposto al nostro invito, neanche con le rituali scuse per non poter partecipare. Ora, noi siamo piccola cosa e anche poco rilevante (e inoltre siamo sempre disponibili con le associazioni oleggesi a riprendere il filo di un dialogo costruttivo con il sottosegretario) , ma un po’ più di sensibilità nei confronti delle associazioni di volontariato del paese in cui vive non avrebbe guastato.

Con questi amari commenti e con queste previsioni non rosee, le associazioni di volontariato oleggesi si apprestano come tutti a entrare nel 2019. Facciamo a loro i nostri auguri e rinnoviamo il ringraziamento per l’opera che svolgono, e ci mettiamo a disposizione loro, e anche del sottosegretario, per sostenere ogni iniziativa utile per mandare ai nostri legislatori e governanti un segnale di dissenso su questo ingiusto provvedimento, per fare in modo che possa essere corretto al più presto.

“Mentre scriviamo è arrivata la notizia che il Governo sarebbe disposto a fare marcia indietro sul provvedimento. Bene, meglio così; anche se fare una legge e poi disfarla il giorno dopo non è propriamente una cosa seria.

Alti esponenti del Governo hanno affermato che, in effetti, l’intenzione originaria sarebbe stata quella di ‘punire quelli che fanno finto volontariato’. Una frase che rivela come nei confronti del volontariato esista un ingiustificato pregiudizio negativo, originato da molta disinformazione e ignoranza, anche ai livelli più alti dell’esecutivo.

Un esempio per tutti lo fornisce la Sottosegretaria all’Economia Castelli, che ignorava che gli utili degli enti del Terzo Settore (un pilastro dell’economia italiana) devono essere tutti re-investiti. Glielo ha fatto pubblicamente notare proprio Claudia Fiaschi, citata sopra, permettendo così alla Sottosegretaria di riuscire ad aggiungere una nuova perla alla serie di non-competenze che negli ultimi mesi ha pubblicamente dimostrato.

Morale: per questa volta (forse, se le nuove promesse saranno mantenute..) il pericolo è passato. Non sono però cancellate le perplessità sopra esposte. Insieme a una domanda: ma come le scrivono le leggi certi politici?

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“Ci siamo illusi che l’espansione della democrazia fosse un processo inarrestabile” Paolo Gentiloni a Vercelli, martedì 18 dicembre

“Ci siamo illusi che l’espansione della democrazia fosse un processo inarrestabile. Non è così. Oggi avanzano modelli di democrazia “illiberale” e di democrazia “immediata” che cancellano i principi essenziali della democrazia liberale: libertà di stampa, autonomia della magistratura, principio della delega.”

Così Paolo Gentiloni alla presentazione del suo libro La sfida impopulista. Da dove ripartire per tornare a vincere (Rizzoli, 2018) a Vercelli, martedì 18 dicembre. “È una sfida radicale – ha continuato l’ex premier – che ci obbliga a ripensare i modi e le forme con cui combattere le crescenti diseguaglianze; a rispondere alle domande identitarie dei ceti popolari minacciati dalla crisi e impauriti da un mondo sempre più insicuro; ad offrire nuove forme di tutela e protezione sociale per coloro che sono stati colpiti dagli effetti della globalizzazione. Non possiamo stare a guardare ne tanto meno pensare di cavalcare l’onda nazional-populista. Serve una strada diversa fatta incentrata su una politica fatta di serietà, sobrietà e competenza. Se vogliamo tornare a vincere non possiamo nascondere gli errori fatti né rinnegare l’esperienza di governo degli anni passati. A chi vuole – ha concluso Gentiloni – un’Italia più piccola, più cattiva e più isolata rispondiamo con la grande tradizione di un paese capace di manifattura di qualità, di fare inclusione e di promuovere comunità. Un’Italia più grande, più inclusiva e dialogante.

E il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino con una originale battuta ha detto che per le prossime elezioni regionali serve il “miracolo di Gianduja”. Una coalizione capace di vincere perché sa reagire a coloro che vogliono un Piemonte isolato, rassegnato e ripagato su stesso. “Possiamo invece – ha chiuso Chiamparino – tornare a crescere, a vincere la sfida delle infrastrutture e a provare a rendere il nostro welfare più inclusivo; insomma a fare del nostro Piemonte una regione bella non solo da visitare ma da abitare”.

Segnali di speranza e di riscossa da raccogliere e rafforzare nei mesi che ci separano dalle prossime elezioni regionali ed europee.

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Luigi Bobba“Ci siamo illusi che l’espansione della democrazia fosse un processo inarrestabile” Paolo Gentiloni a Vercelli, martedì 18 dicembre
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