Crisi Livanova, anche Bobba al consiglio aperto L’azienda, però, non ha intenzione di recedere

in 83 senza lavoro
L’ex sottosegretario, a Saluggia all’incontro con i lavoratori, ha criticato la mancata presenza della Regione ma non quella di Corsaro
Crisi Livanova, anche Bobba al consiglio aperto L’azienda, però, non ha intenzione di recedere

C’era anche l’ex sottosegretario Luigi Bobba sabato scorso a Saluggia al consiglio comunale aperto indetto dal sindaco Firmino Barberis sulla crisi di Livanova, l’azienda che ha appena comunicato il licenziamento di 83 lavoratori e rimarcato la non volontà di tornare sui propri passi confermando la volontà di lasciare senza reddito tutte quelle famiglie.

Bobba, che ha annunciato di prendersi carico della questione, ha rimarcato l’assenza della Giunta Regionale, che pure era impegnata in una riunione nella vicina Trino, e anche quella della Provincia di Vercelli. Non ha invece fatto menzione del sindaco di Vercelli Andrea Corsaro, la cui assenza alla riunione che vedeva presenti, accanto ai lavoratori, organizzazioni sindacali e molti sindaci del territorio è stata invece oggetto di una ridicola strumentalizzazione pseudopolitica come per altro già era successo in occasione del cordoglio per i Vigili del Fuoco morti nella tragedia di Quargnento il cui ci fu chi, anziché rispettare il lutto, fece la conta delle amministrazioni comunali che avevano espresso o meno la propria solidarietà.

«L’assemblea – sottolinea Bobba – è stata tesa e carica di preoccupazioni non solo per gli 83 licenziamenti annunciati da Livanova ma anche per i 45 esodi gia’ in atto alla MIcroport (ex Sorin). Ho apprezzato che Il sindaco Barberis abbia voluto coinvolgere tutte le comunità locali dalle quali provengono gran parte dei dipendenti del sito industriale Sorin che conta circa 1600 occupati. Il problema riguarda tutte queste comunità e non a caso sono stati proprio i sindaci per primi non solo a solidarizzare con i lavoratori ma a chiedere subito un tavolo alla Regione, inspiegabilmente assente, nonostante che la Giunta regionale fosse riunita a poco piu’ di 10 km al bosco della Partecipanza di Trino. Hanno fatto bene i sindacati a chiedere un tavolo di crisi al Ministero della Sviluppo Economico perché non solo i modi ma anche le procedure avviate dall’azienda sono difficilmente configurabili come ristrutturazione o crisi aziendale. La produzione di maggior valore, ovvero le valvole cardiache biologiche, verra’ infatti trasferita a Vancouver dove Livanova ha un altro stabilimento. Serve dunque un confronto duro con l’azienda per capire che destino avrà la sua presenza in Italia e a Saluggia in particolare. E poi ricordiamo che si tratta del distretto biomedicale più importante del nostro paese e dunque va tutelato e promosso onde evitare che anche altre aziende presenti nel sito entrino in una spirale negativa. Infine ho chiesto che vi sia un’azione energica nei confronti della Regione perché, anche sulla base della lettera inviata giorni fa dal sindaco di Crescentino Vittorio Ferrero, verifichi subito tutti gli strumenti che ha a disposizione, compresi i fondi comunitari, per favorire l’insediamento e l’avvio nel sito Sorin di attività ad alto valore aggiunto nonche’ tutelare adeguatamente quelle esistenti».

Notizia Oggi, lunedì 2 dicembre 2019, pag. 10

Luigi BobbaCrisi Livanova, anche Bobba al consiglio aperto L’azienda, però, non ha intenzione di recedere
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INDUSTRIA. CRISI LIVANOVA. IL PD PRESENTA UNQUESTION TIME PER CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA REGIONE

Avetta, Bobba e Pentenero: “Si apra un tavolo di crisi e si tutelino lavoratori e una produzione di alta qualità tecnologica”.
“Lunedì depositerò un Question time per chiedere se e quando l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, intenda convocare il tavolo di crisi sulla LivaNova, e per sapere quali strumenti pensa di mettere a disposizione la Regione Piemonte, affinché l’azienda modifichi le proprie decisioni e addivenga a un nuovo piano aziendale volto a tutelare i lavoratori e la produzione in Piemonte”: così dichiara il consigliere regionale Alberto AVETTA (Partito Democratico), a seguito dell’annuncio dell’azienda LivaNova, del comprensorio Sorin di Saluggia, di spostare in Canada la produzione di valvole cardiache, con il conseguente esubero di 83 dipendenti. “La notizia, di per sé grave, getta un cono d’ombra e preoccupazione circa le sorti dell’intero comprensorio Sorin di Saluggia, nel quale oggi lavorano oltre 1500 persone – spiega il consigliere regionale Alberto AVETTA – una scelta peraltro non legata ad una reale sofferenza aziendale ma che rischia di colpire sotto il profilo occupazionale soprattutto le zone del chivassese e basso vercellese. Si tratta di posti di lavoro di alta qualità in un settore di avanguardia come quello biomedico, quindi risulta ancor più importante per il Piemonte non perdere questa produzione”. “È inaccettabile che l’azienda demoralizzi la produzione di maggior valore aggiunto, quella delle valvole cardiache biologiche, compromettendo così il futuro del sito industriale di Sorin – aggiungono Gianna PENTENERO, ex assessoreregionale al Lavoro, e Luigi BOBBA, già Sottosegretario al Lavoro – La Regione convochi immediatamente un tavolo di crisi con i sindacati e i titolari dell’azienda LivaNova, in modo da valutare le alternative ad una decisione così pesante per il futuro immediato di 83 lavoratrici e lavoratori, nonché per lo sviluppo futuro della stesso stabilimento. Il distretto industriale biomedicale del sito Sorin di Saluggia è il più importante insediamento produttivo dell’area vercellese e chivassese. Una decisione di questo genere rischia di indebolire uno dei pochi settori ancora trainanti dell’occupazione e competitivi nel mercato globale. Ringraziamo il consigliere Alberto Avetta per l’iniziativa e ci auguriamo che presto l’assessore Chiorino si attivi per convocare le parti”.
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