Papa Francesco: «Se l’economia è malata e uccide, non possiamo stare a guardare»

Nell’udienza generale di stamane il Papa, proseguendo nella Catechesi “Guarire il mondo”, ha detto: «Dopo la crisi, continueremo con questo sistema economico di ingiustizia sociale e di disprezzo per la cura dell’ambiente, del creato, della casa comune? Pensiamoci. Possano le comunità cristiane del ventunesimo secolo capire che la cura del creato e la giustizia sociale, vanno insieme»

leggi il redazionale di Vita.it del 26 agosto 2020

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Emergenza sanità ed economia: serve una doppia mobilitazione

Caro direttore, quando si parla di coronavirus, il pensiero deve andare anzitutto alle vittime, ai pazienti, alle loro famiglie e a chi sta operando negli ospedali e nei laboratori per alleviare le sofferenze e trovare le cure. Tuttavia, anche gli effetti economici sono macroscopici: hanno colpito anzitutto l’economia cinese, ma stanno avendo ripercussioni sull’economia globale. Drammatico è l’impatto su turismo, viaggi e beni di lusso. In Italia l’emergenza sanitaria investe in particolar modo il turismo e i centri produttivi del Paese: Lombardia e Veneto valgono 30% del Pil nazionale. Le stime di crescita sono riviste al ribasso da banche e analisti. Dopo una fine 2019 molto debole, l’entrata del Paese in recessione sembra, purtroppo, molto probabile. Il governo ha già preso misure per le aree direttamente colpite e ne sta studiando altre a più ampio respiro.

leggi il resto della lettera di Alberto Baban, Orlando Barucci e Fabrizio Pagani al Corriere della Sera su ItalyPost di Mercoledì 4 Marzo 2020

scarica l’articolo del Corriere della Sera del 4 Marzo 2020

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Becchetti: «Pd e 5S facciano una piattaforma programmatica alla tedesca»

L’economista saluta con soddisfazione l’ipotesi di un governo giallo rosso: «era quello che su Vita.it auspicavo già a marzo scorso. È una grande occasione. Come ha detto Delrio la base del contratto di governo devono essere ambiente, sociale, lavoro e giustizia fiscale»

Non so se l’analogia con la Germania possa reggere. Lì il patto era tra due partiti strutturati. Qui, uno dei due, è un non partito con una linea politica e programmatica alquanto ondivaga e un sistema di presa delle decisioni per nulla trasparente. Se non si vuole andare al voto, forse meglio un governo di un anno con pochi punti fermi. Qualcosa di simile a quanto avvenne alla fine del ’94 con il governo Dini. Un tempo ragionevole per evitare altri guai al Paese e ai partiti di ridefinire qualche orizzonte programmatico chiaro da sottoporre al vaglio degli elettori. Ma la posizione di Becchetti merita di essere discussa…

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Zamagni: «Quel documento è un atto d’accusa alla politica»

Per il professore quello delle duecento società quotate americane «è un atto di denuncia nei confronti della politica. Se sono le imprese oggi a fare quello che dovrebbero fare i partiti quello che è messo in dubbio è la democrazia. Questo documento rappresenta la più forte e potente denuncia nei confronti della politica che finora si è lasciata manipolare»

leggi l’articolo Stefano Zamagni su Vita.it

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“Non vedo vie d’uscita per il Governo”. Carlo Cottarelli all’Huffpost

Il Pil italiano è inchiodato allo zero. Per l’economista “Troppo grande la distanza tra le loro promesse e la necessità di ridurre deficit e debito”. Il vero timore è che si sveglino i mercati

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La diversità? Un valore, anche economico

Il pensiero divisivo non è solo vecchio e, dunque, antistorico, ma rischia anche di essere improduttivo e di ostacolare la crescita e la generazione di valore, a partire dai luoghi di lavoro: da questo assunto nasce “Global Inclusion – Generazioni senza frontiere”, manifestazione che per la sua prima edizione chiama a raccolta l’ecosistema italiano dell’inclusione nei luoghi di lavoro, per sostenere il valore di una leadership inclusiva, in grado di mettere a valore le potenzialità del singolo per permettere l’espressione dell’unicità dei talenti di ciascuno.

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Imprese sociali, patrimonio d’Europa

Numeri e risultati pesanti di una economia che produce ricchezza per milioni di persone. Intervista a Paolo Venturi, direttore di Aiccon, centro studi d’avanguardia su Non Profit e Cooperazione promosso dall’Università di Bologna

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La reputazione dell’Italia e lo «spread civico»

Cittadini non si nasce, si diventa.Tuttavia, alimentare un sentimento civico è difficile

Lo spread è diventato uno degli indicatori più usati per valutare lo stato di salute dell’economia italiana. Lo stesso ministro dell’Economia esprime preoccupazione per il livello che ha raggiunto. Le pagine dei giornali sono piene di commenti che ne registrano ogni variazione negativa. Ma perché invece sono così poche le voci che si levano per far presente il rischio che stiamo correndo in termini di «spread civico»?

leggi l’articolo di Enzo Manes sul Corriere della Sera

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Serve un nuovo rapporto tra economia e società

(…) siamo di fronte alla consumazione della relazione tra individuo e ordine sociale per come l’abbiamo pensata e costruita dagli anni 60 ad oggi. Un’ampia percentuale di gente comune è ormai convinta — non per condizionamenti ideologici ma sulla base delle proprie esperienze quotidiane — che la quota di benessere e sicurezza in cui può ragionevolmente sperare è molto modesta. E per questo non è più disponibile a stare al gioco.

leggi l’articolo di Mauro Magatti sul Corriere della Sera del 14 dicembre 2018

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