Il 2021 del servizio civile universale, tra conferme e cambiamenti

Dalla sperimentazione del “digitale”  e “ambientale” alle novità sull’accreditamento degli enti: ecco cosa è accaduto nell’anno che ha segnato il 20° anniversario del passaggio tra servizio civile obbligatorio e  volontario. Numeri, risorse e l’impatto della pandemia

leggi l’articolo di di Francesco Spagnolo su Il Redattore Sociale del 30 dicembre 2021

Luigi BobbaIl 2021 del servizio civile universale, tra conferme e cambiamenti
Leggi...

Dario Di Vico: “Il nuovo disagio ignorato”

Un editoriale di Dario Di Vico sul Corriere della Sera da leggere. Eccone qualche passaggio: il soggetto che per quantità degli interventi e qualità delle motivazioni rappresenta la maggiore novità è il terzo settore, capace di coltivare la sua identità non giocando «a specchio» contro la politica ma intermediando il bisogno delle persone. Perché dedichiamo al mondo del non profit un centesimo dell’attenzione e degli approfondimenti che riserviamo a uno sciopero generale di vecchio conio?

Nel dibattito che si è aperto dopo la proclamazione dello sciopero generale da parte di Cgil e Uil c’è chi, tra gli intellettuali della sinistra italiana, ancor più che applaudire alla piattaforma dei sindacati ha visto in quella decisione soprattutto il valore di un rilancio e di una nuova centralità del conflitto. Ossigeno puro, è stato scritto, rispetto al rischio di un soffocamento della dialettica sociale e, per esteso, della stessa democrazia. Ma davvero corriamo questo pericolo? Si può dire in assoluta coscienza che le società della seconda modernità si caratterizzino per un’assenza di conflitti e per una tendenza all’unanimismo? Credo proprio di no e non lo dico per un pre-giudizio politico di merito ma partendo dal riconoscimento che i fattori oggettivi di conflitto non solo restano in campo ma si allargano nella gamma e nella profondità. Sullo sfondo c’è la difficoltà nella distribuzione di risorse il cui limite quantitativo è ormai strutturale e che solo in questa fase di gestione dell’emergenza Covid è stato temporaneamente messo tra parentesi, grazie alla generosa spesa extra-budget dei governi. Ma se una volta, secondo la nota vulgata, il conflitto distributivo che si proiettava sul terreno politico era prevalentemente quello iscritto nella relazione capitale-lavoro, oggi sappiamo bene che le linee di faglia sensibili riguardano il peso contrattuale e le prospettive delle nuove generazioni, la partecipazione di genere, l’integrazione degli immigrati e, in primo luogo, l’utilizzo razionale delle risorse naturali del pianeta.

Di conseguenza più che piangere per la morte del conflitto l’operazione che la sinistra dovrebbe mettere in campo è quella di lavorare a una nuova mappatura delle contraddizioni sociali che aggiorni la vecchia. Non è un caso che almeno in due materie la gauche italiana si sia dimostrata impreparata e sia stata costretta a correre in affannoso recupero: la povertà assoluta e l’emergenza ecologica. Mentre è rimasta pervicacemente affezionata a una centralità del conflitto capitale-lavoro, nonostante nel frattempo quest’ultimo avesse trovato nel sistema delle relazioni industriali una buona regolazione.

(…)

In assenza di una cultura politica capace di rileggere la mappa dei conflitti della seconda modernità, di mitigare il sentimento di deprivazione relativa e in parallelo di affrontare i nodi irrisolti della giustizia sociale, ci sono rimaste solo le buone pratiche. Esperienze di massa che partono dall’interno della società, si muovono secondo nuovi modelli di mediazione del conflitto che non ricercano il potere di veto ma costruiscono quotidianamente soluzioni e valori di comunità. Una di queste fa riferimento al sistema delle relazioni industriali ma sicuramente il soggetto che per quantità degli interventi e qualità delle motivazioni rappresenta la maggiore novità è il terzo settore, capace di coltivare la sua identità non giocando «a specchio» contro la politica ma intermediando il bisogno delle persone e per questa via, come è accaduto durante la pandemia, arrivando a svolgere quella che Giuseppe Guzzetti ha definito come «una funzione di supplenza delle istituzioni». E allora perché dedichiamo al mondo del non profit un centesimo dell’attenzione e degli approfondimenti che riserviamo a uno sciopero generale di vecchio conio? Forse perché molti, compreso chi scrive, sono ancora legati a un antico paradigma del conflitto, prigionieri dell’idea che la sinistra abbia ancora un diritto di primogenitura, attratti dall’estetica delle contrapposizioni e restii ad ammettere che conflitto e giustizia sociale non sempre sono sinonimi.

Leggi l’articolo su Vita.it del 15 dicembre 2021

Leggi l’articolo integrale su Il Corriere della Sera del 15 dicembre 2021 

 

Luigi BobbaDario Di Vico: “Il nuovo disagio ignorato”
Leggi...

Gli ultimi, la giustizia e il contrasto alla povertà nell’emergenza Covid-19

XI FESTIVAL DSC

AUDACI NELLA SPERANZA CREATIVI CON CORAGGIO

25-28 novembre 2021 PalaExpo Veronafiere – Verona

27 novembre ore 17

ore 17:00 Gli ultimi, la giustizia e il contrasto alla povertà nell’ emergenza Covid-19

Sala Azzurra

Introduce e coordina Riccardo Bonacina, giornalista
Saluta Cristian Rosteghin, portavoce Alleanza contro la povertà del Veneto

Discutono:

Stefano Zamagni, Presidente Pontificia Accademia della Scienze Sociali
Gianmario Gazzi, presidente Cnoas
Don Marco Pagniello, responsabile Uff. Politiche sociali Caritas italiana
Roberto Rossini, portavoce nazionale dell’Alleanza contro la povertà
Gigi Bobba, presidente Terzjus

Conclude Martino Troncatti, presidente Acli Lombardia

 

segui la diretta su YouTube

scarica la locandina pdf

Luigi BobbaGli ultimi, la giustizia e il contrasto alla povertà nell’emergenza Covid-19
Leggi...

Luigi Bobba, Fabrizio Pregliasco: “Sussidiarietà” – Mantova, 21 settembre 2021

CROCE VERDE MANTOVA
in collaborazione con
Comune di Mantova
ANPAS
Forum Terzo Settore
in occasione del 40° di attività della Associazione
incontra il sen. Luigi Bobba, promotore della Legge di Riforma del Terzo Settore
e il prof. Fabrizio Pregliasco, presidente ANPAS,
sul tema “SUSSIDIARIETÀ”
sancito dagli art. 55 – 56 – 57
del DECRETO LEGISLATIVO 3 luglio 2017, n. 117
martedì 21 settembre alle ore 15
presso l’Aula Magna dell’Istituto Isabella D’Este
Via Giulio Romano, Mantova
L’incontro è aperto a tutti i rappresentanti degli Enti del Terzo Settore e agli Amministratori e Dirigenti Pubblici
Per informazioni: Andrea cell. 347 9334639
In seguito alle disposizioni del DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021, n. 105 l’ingresso è consentito ai soli possessori di Green Pass

Luigi BobbaLuigi Bobba, Fabrizio Pregliasco: “Sussidiarietà” – Mantova, 21 settembre 2021
Leggi...

Osservatorio CPI: “Quattro punti per una ripresa”

Cosa è emerso dal quarantasettesimo Forum The European House – Ambrosetti che si è concluso ieri a Cernobbio? Impossibile riassumere tutti i temi toccati in tre giorni di intense discussioni cui hanno partecipato politici, imprenditori e accademici italiani. Mi limiterò quindi ad alcune “pillole”.

Prima pillola: la fiducia nelle prospettive di breve periodo della nostra economia resta elevata. Come ha sottolineato lo stesso Draghi, la forte crescita che stiamo sperimentando è un normale rimbalzo dopo la crisi dello scorso anno, ma il rimbalzo è forte: secondo le mie stime, nel primo trimestre del prossimo anno dovremmo aver raggiunto il livello del Pil che avevamo prima del Covid. Il rischio principale nei prossimi mesi è rappresentato da un possibile ritorno alle chiusure. Da qui la necessità di procedere con le vaccinazioni, l’arma principale che abbiamo contro il Covid. Draghi ha parlato di obbligo vaccinale come risorsa finale. Non facciamo polemiche su questo punto. Intanto, come intende fare il governo, procediamo con l’estensione dell’obbligo del Green Pass per accedere ai luoghi relativamente più affollati. Poi si vedrà. Un importante punto emerso nel Forum Ambrosetti riguarda la necessità di procedere con le vaccinazioni in tutto il mondo, se vogliamo stare tranquilli. A livello mondiale il numero dei contagi resta elevato (seicentomila nuovi casi al giorno), non troppo lontano dal picco (di poco superiore agli ottocentomila casi) della scorsa primavera. Se le cose migliorano da noi e nel resto d’Europa, ma non altrove, il rischio che da qualche altra parte del mondo germoglino nuove varianti non è trascurabile. I Paesi avanzati dovrebbero quindi preoccuparsi che sia vaccinata anche la popolazione dei Paesi emergenti e a reddito più basso. Il costo di sussidiare tali vaccinazioni è minuscolo rispetto a quello di un prolungamento della pandemia.

Seconda pillola: il rischio di un persistente aumento dell’inflazione esiste ma, per ora, è considerato dai più sopportabile. Un persistente aumento dell’inflazione sarebbe problematico in sé (a chi piace l’inflazione?) e, soprattutto, per le sue implicazioni in termini di politica monetaria: se le banche centrali, in risposta a uno stabile aumento dell’inflazione, smettessero di comprare titoli di stato e aumentassero i tassi di interesse le conseguenze per paesi come l’Italia, ad alto debito, potrebbero essere serie. L’inflazione è aumentata a partire da gennaio, al di qua e al di là dell’Atlantico, ma, per ora, è l’opinione prevalente che si tratti di un naturale rimbalzo dei prezzi: la domanda torna a livelli normali, dopo la depressione da Covid, i prezzi tornano a livelli normali. Naturalmente questo comporta che si osservi presto un rallentamento dell’inflazione. Dati preliminari sui prezzi di agosto indicano, fortunatamente, una frenata nel Paese che forse è più sensibile al rischio di inflazione: in Germania ad agosto il tasso mensile di inflazione è stato zero (dopo un aumento di quasi un punto percentuale in luglio). Speriamo duri.

Terza pillola: l’opinione prevalente è che il Pnrr rappresenti il primo piano organico di crescita che il nostro Paese ha da tanti anni. Concordo. Alcuni aspetti potranno non piacere, ma nel complesso è un piano valido. I finanziamenti europei ne sostengono l’esecuzione. Non ne garantiscono però l’esecuzione. A questo proposito, la prima incognita è politica. Quanto durerà il governo? Qui i pareri sono discordi, anche se è chiara una cosa: le recenti schermaglie tra i partiti su aspetti specifici (il piano vaccini, gli sbarchi, lo ius soli, eccetera) non sembrano di per sé sufficienti a spaccare l’attuale coalizione: nessuno si prenderebbe la responsabilità. L’unico rischio è legato all’elezione del Presidente della Repubblica che potrebbe diventare l’occasione per puntare a elezioni nella prossima primavera. Qui l’incertezza è massima per cui non mi metto a speculare su cosa accadrà. Il mio auspicio è che il governo continui a lavorare fino alla scadenza naturale della legislatura. Nel complesso sta operando bene ed è necessario che continui a operare per fare in modo che le importanti riforme previste dal Pnrr siano non solo portate avanti, ma mettano radici.

Quarta e ultima pillola: questa riguarda, come avrebbe detto Arthur Conan Doyle per bocca di Holmes, “the dog that didn’t bark”. Con qualche eccezione non si è parlato di debito pubblico. O, meglio, si è parlato di debito solo con riferimento alla necessità di cambiare le regole europee sui conti pubblici, ossia il Patto di Stabilità sospeso nel triennio 2020-22. Il coro è stato unanime da parte dei commentatori italiani sulla necessità di renderlo meno stringente. O quasi unanime, visto che qualcuno (ad esempio Veronica De Romanis) ha ricordato che il vincolo vero è rappresentato non dalle regole europee ma dai mercati finanziari che comprano i nostri titoli di stato. In realtà, finché la Bce, tramite la Banca d’Italia, continua la politica di acquisti di titoli di stato italiani (e non) il problema non si pone. Ma quanto andranno avanti questi acquisti dipende dall’inflazione. Per ora stiamo tranquilli (vedi seconda pillola), ma questi acquisti non dureranno comunque per sempre. Siamo tutti keynesiani, ma, proprio perché siamo keynesiani, una volta assicurata la ripresa anche la politica di bilancio dovrà normalizzarsi, quali che siano le regole europee.

Leggi l’articolo di Carlo Cottarelli su La Stampa del 06 settembre 2021 su Osservatorio CPI

Luigi BobbaOsservatorio CPI: “Quattro punti per una ripresa”
Leggi...

Global Inclusion 2021 – L’orizzonte dell’equità – 15 settembre

Dal 15 settembre il Comitato Global Inclusion – art. 3 e Il Sole 24 ORE in collaborazione con l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale, mobilitano l’ecosistema delle imprese, del Terzo settore e dell’università nella terza stagione “Global Inclusion 2021” tesa alla condivisione di pratiche di successo nel diversity management e nell’inclusione in chiave intersezionale.
Le azioni di comunicazione non bastano per superare una cultura alfa iniqua e conformista.
Se dalla crisi si esce tutti insieme promuovere una strategia inclusiva significa rendere la società e le imprese più innovative attraverso un processo che coinvolga non soltanto la grande impresa ma anche la rete delle piccole-medie imprese e delle professioni.
La stagione, prodotta da Newton SpA.,sarà articolata in un kick-off di lancio e un evento di chiusura, workshop verticali, laboratori di intelligenza collettiva, inclusion-thon, iniziative editoriali, un raduno del Terzo settore e una staffetta con la 4weeks4inclusion aperta a 600.000 persone di 160 imprese italiane che aderiranno ai principi dello Statuto della Rinascita Inclusiva di Global Inclusion.
L’11 settembre, nel ventennale dell’evento che rilanciò la narrazione dello scontro di civiltà, sarà pubblicato un bando per laureate e laureati che abbiano scritto tesi di laurea sul tema del diversity management e dell’inclusione.
Iscriviti gratuitamente su www.global-inclusion.org
Luigi BobbaGlobal Inclusion 2021 – L’orizzonte dell’equità – 15 settembre
Leggi...

Mauro Magatti: “Vaccini, dobbiamo accettare la complessità per vincerla”

«Fare profitto sulla iniquità dei vaccini: un crimine contro l’umanità?» É questo il titolo shock dell’editoriale con cui il British Medical Journal — una delle riviste scientifiche più accreditate — ha pochi giorni fa criticato lo stato confusionale in cui si trova la politica vaccinale internazionale.

leggi l’articolo di Mauro Magatti su Opinioni de il Corriere della Sera del 20 agosto 2021

Luigi BobbaMauro Magatti: “Vaccini, dobbiamo accettare la complessità per vincerla”
Leggi...

Le tre vie per garantire un’effettiva equità generazionale

La pandemia, oltre alle tante persone che sono rimaste contagiate e a coloro che hanno perso la vita, ha colpito duro anche sul lavoro: quasi 450.000 persone occupate in meno. E ha colpito in modo selettivo. A farne le spese sono stati i giovani, il 30% dei quali sono inoccupati; coloro che avevano un contratto di lavoro a tempo determinato, lavoratori autonomi e le donne.

leggi il mio articolo su «Interris» del 1 agosto 2021

Luigi BobbaLe tre vie per garantire un’effettiva equità generazionale
Leggi...

“Le disuguaglianze nella fornitura delle dosi aiutano il Covid”. Sos delle istituzioni mondiali

Appello Fmi-Oms-Banca Mondiale-Wto: «Accelerare sui vaccini e donarli subito ai paesi più poveri, tramite Covax». L’impegno italiano per immunizzare Africa e Africa dove solo una persona su dieci sarà vaccinata entro il 2021

ROMA. «Siamo qui insieme perché c’è l’urgenza di accelerare un’azione coordinata per combattere la pandemia in aree del mondo rimaste indietro a causa di una distribuzione irregolare di vaccini fra i paesi ricchi e quelli più poveri», spiega il direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Kristalina Georgieva.

leggi l’articolo di Giacomo Galeazzi su La Stampa del 2 giugno 2021

Luigi Bobba“Le disuguaglianze nella fornitura delle dosi aiutano il Covid”. Sos delle istituzioni mondiali
Leggi...

Cambia il 5 per mille: diventa più veloce e anche un po’ più ricco

5 per mille, le novità nella dichiarazione dei redditi

Cambia e migliora il 5 per mille, ovvero la facoltà che il contribuente italiano ha di destinare una quota delle proprie tasse (il 5 per mille, appunto) a opere di particolare rilievo sociale: dalla ricerca sanitaria ai comuni, dalle organizzazioni umanitarie a quelle per la tutela ambientale e paesaggistica.
Le novità introdotte riguardano l’ampliamento della platea dei soggetti ammessi al contributo, l’innalzamento della soglia minima erogabile a ciascun ente, l’obbligatorietà della rendicontazione delle attività realizzate, la riduzione a un anno dei tempi di assegnazione delle risorse, tutte introdotte dal Dpcm del 23 luglio 2020 in materia di 5 per mille, interventi che vanno incontro alle richieste espresse da tempo dal mondo del Terzo Settore.

 

leggi il servizio su Corriere Econiomia del 13 giugno 2021

Luigi BobbaCambia il 5 per mille: diventa più veloce e anche un po’ più ricco
Leggi...