Andrea Notarnicola: “In workshop e laboratori la «transizione sociale» che parte dalle imprese”

Un ecosistema di 171 imprese integrato con il Terzo settore e gli atenei

Da mercoledì 15 settembre, il «Comitato Global Inclusion – art. 3» e Il Sole 24 Ore, in collaborazione con l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale, mobiliteranno l’ecosistema delle imprese, del Terzo settore e dell’università nella terza stagione «Global Inclusion 2021», per la condivisione di pratiche di successo nel diversity management . L’evento di kick-off sarà fruibile in streaming su ilsole24ore.com mercoledì 15 dalle 17.30.

leggi l’articolo di Andrea Notarnicola su Il sole 24 Ore del 13 settembre 2021

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Elena Bonetti: «Basta con gli incentivi a tempo, la parità diventerà strutturale»

La ministra per le Pari opportunità e Famiglia spiega la strategia nazionale approvata ad agosto, dalla decontribuzione del lavoro femminile alla soglia per limitare il gender pay gap

leggi l’intervista alla ministra Elena Bonetti su Il sole 24 Ore del 13 settembre 2021

Luigi BobbaElena Bonetti: «Basta con gli incentivi a tempo, la parità diventerà strutturale»
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Sosteniamo un nuovo modello di leadership inclusiva – Global Inclusion

L’ecosistema delle imprese, del Terzo settore, dell’università promuove la condivisione di soluzioni efficaci per il governo del cambiamento: rimuoviamo ostacoli e superiamo pregiudizi per valorizzare davvero le differenze.

Così partecipiamo insieme alla rinascita del Paese

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Global Inclusion 2021 – L’orizzonte dell’equità – 15 settembre

Dal 15 settembre il Comitato Global Inclusion – art. 3 e Il Sole 24 ORE in collaborazione con l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale, mobilitano l’ecosistema delle imprese, del Terzo settore e dell’università nella terza stagione “Global Inclusion 2021” tesa alla condivisione di pratiche di successo nel diversity management e nell’inclusione in chiave intersezionale.
Le azioni di comunicazione non bastano per superare una cultura alfa iniqua e conformista.
Se dalla crisi si esce tutti insieme promuovere una strategia inclusiva significa rendere la società e le imprese più innovative attraverso un processo che coinvolga non soltanto la grande impresa ma anche la rete delle piccole-medie imprese e delle professioni.
La stagione, prodotta da Newton SpA.,sarà articolata in un kick-off di lancio e un evento di chiusura, workshop verticali, laboratori di intelligenza collettiva, inclusion-thon, iniziative editoriali, un raduno del Terzo settore e una staffetta con la 4weeks4inclusion aperta a 600.000 persone di 160 imprese italiane che aderiranno ai principi dello Statuto della Rinascita Inclusiva di Global Inclusion.
L’11 settembre, nel ventennale dell’evento che rilanciò la narrazione dello scontro di civiltà, sarà pubblicato un bando per laureate e laureati che abbiano scritto tesi di laurea sul tema del diversity management e dell’inclusione.
Iscriviti gratuitamente su www.global-inclusion.org
Luigi BobbaGlobal Inclusion 2021 – L’orizzonte dell’equità – 15 settembre
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Global Inclusion – Presentazione stagione 2021 – 15 Settembre ore 17.30

Global Inclusion – Presentazione della stagione 2021 – 15 SETTEMBRE 2021 ore
17.30
Streaming Sole 24 Ore – Evento ibrido disponibile in streaming su www.ilsole24ore.com

Anni di interventi di natura spesso più reputazionale che organizzativa non hanno ancora permesso alle imprese e alla società il superamento di un modello di leadership alfa iniquo e conformista. L’equità resta quindi l’orizzonte delle comunità che vogliono navigare le rotte del diversity management e dell’inclusione connettendo identità e generando nuove appartenenze. Nel kick-off il team di Global Inclusion 2021 presenta la stagione di quest’anno articolata in workshop verticali, laboratori di intelligenza collettiva, inclusion-thon, iniziative editoriali, una staffetta con 130 imprese italiane per la mobilitazione di 600.000 persone e un evento finale.
LIS

Evento ibrido disponibile in streaming

Intervengono:

  • Veronica Glovale, Commissione Esecutiva Comitato Global Inclusion – art. 3 
  • Leonardo Cardo, Attivista 
  • Gabriele Segre, Vittorio Dan Segre Foundation 
  • Elena Bonetti, Ministro delle pari opportunità e della famiglia 
  • Luigi Bobba, Presidente Comitato Global Inclusion – art. 3 
  • Karen Nahum, Direttore Generale Area Publishing&Digital Il Sole 24 Ore 
  • Matilde Marandola, Presidente Associazione Italiana per la Direzione del Personale  
  • Andrea Notarnicola Cociani, Direttrice Comitato Global Inclusion – art. 3 
  • Claudia Tondelli, Responsabile Diversity AIDP 
  • Chrystelle Simon, Diversity, Equity & Inclusion Leader Deloitte Central Mediterranean 
  • Gaia Spinella, Head of HR Engagement, Inclusion & People Development TIM  
  • Andrea Manetti, Caffè Paradiso  
  • Maria Fossati, Istituto Italiano di Tecnologia 
  • Mario Zanetti, Direttore Generale Costa Crociere  

Conduce la presentazione della stagione Global Inclusion 2021: Rosalba Reggio, giornalista Il Sole 24 Ore 

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Luigi Bobba a “Close the Gap – riduciamo le differenze” – Global Inclusion

Luigi Bobba, presidente del Comitato Global Inclusion art. 3, insieme alla Ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, ha partecipato all’evento “Close the Gap – riduciamo le differenze” sulla parità di genere e inclusione organizzato da Coop durante il quale è stato annunciato un Premio, parte integrante di “Coop for future”, dedicato alle imprese virtuose nelle azioni di empowerment femminile. Durante l’evento sono stati consegnati i primi cinque riconoscimenti a imprese partner di Coop Italia. Durante l’evento, aperto dal presidente di Coop Italia Marco Pedroni, l’amministratrice delegata Maura Latini ha annunciato l’iscrizione ai Women Empowerment Principles delle Nazioni Unite. “La costruzione di un futuro più giusto passa dalla valorizzazione del talento delle donne e dalla liberazione delle loro energie” ha dichiarato la Ministra Bonetti.

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Vaccini e solidarietà. Il contributo del volontariato alla ripresa post-Covid

“Esperienze scientifiche e sociali in tutto il mondo dimostrano la necessità di muoversi nella direzione di un multilateralismo dei vaccini”: testimonianza a Interris.it sul valore sociale della condivisione in pandemia

“Il Terzo settore è stato il vero antidoto contro la disgregazione sociale dei nostri territori. La crisi oggi sta mettendo a dura prova migliaia di organizzazioni in tutto il Paese. Come anche evidenziato di recente da uno studio di Fondazione Cariplo e Istat. Sugli effetti della pandemia sulla sostenibilità degli enti di terzo settore”, spiega a Interris.it Luigi Bobba, esperto di Terzo settore, Presidente del “Comitato Global inclusione”, dell’osservatorio giuridico Terzjus e dell’ente per l’istruzione professionale Enaip.

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Luigi Bobba: Perché è necessario nel 2020 arrivare a un concetto di inclusione globale? Qual è il valore, quali i risultati attesi?

Credo che la crisi pandemica che abbiamo vissuto negli ultimi mesi abbia messo in luce l’opportunità, anzi la necessità, di un principio radicale di giustizia sociale. Se guardiamo alla crisi  non con parametri buonisti (“andrà tutto bene”, “riprenderemo come prima”, …) o come una semplice parentesi che non metterà in discussione i valori che hanno guidato l’ordine mondiale sino ad oggi, allora apparira’ chiaro che il principio di inclusione debba essere globale e non riferito unicamente ad un paese o ad una o più categorie sociali. L’uscita dalla crisi non potrà che essere “insieme”, ovvero rimettendo in discussione alcuni cardini del  nostro sistema economico e sociale.

leggi la mia intervista sul sito di Gruppo TIM

 

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TIM partner di “Global Inclusion 2020”

Il Global Inclusion 2020 è stato un evento per noi particolarmente importante perché dedicato al ricordo di Fabio Galluccio, scomparso lo scorso marzo. In TIM Fabio, con una visione pioneristica, ha gettato le basi per la nascita del diversity & inclusion management in Italia e di un importante sistema di welfare.

Dello spirito che anima lo Statuto e l’evento Global Inclusion 2020 abbiamo discusso con Luigi Bobbapresidente del “Comitato Global Inclusion – art. 3” e protagonista storico del terzo settore italiano.

leggi l’articolo e il ricordo di Fabio Galluccio di Gruppo TIM

Luigi BobbaTIM partner di “Global Inclusion 2020”
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GLOBAL INCLUSION: generazioni senza frontiere. Intervento di Sandro Calvani

Intervento di Sandro Calvani* al Forum:

GLOBAL INCLUSION: generazioni senza frontiere

Roma, Milano, Bologna, Bangkok, 11 Settembre 2020

Sono Sandro Calvani. Vivo a Bangkok in Thailandia e lavoro presso la MFL Foundation, la più grande impresa sociale del Sud-Est asiatico che ha fatto della global inclusion un modello di impresa, segnalato dalle Nazioni Unite come una buona pratica di innovazione sociale e di sviluppo sostenibile.

Mi è stato chiesto cosa suggerisce la nuova parola chiave Thrivability (Generatività di prosperità inclusiva). Forse per rispondere basterebbe elencare una ventina di parole chiave espresse da chi mi ha preceduto.

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Ma vorrei guardare a un nuovo orizzonte: vorrei contribuire alla riflessione di oggi aprendo una finestra sulla visione orientale delle sfide di global inclusion.

Come si può visualizzare in un’immagine di Ying-Yang (rischio = opportunità), viviamo un momento di straordinaria minaccia alle prospettive di progresso sostenibile e giusto dell’intera umanità; ma allo stesso tempo si presenta una grandissima e imperdibile opportunità di avviare buone pratiche di prosperità inclusiva.

Dato che l’umanità non ha messo a punto un sistema di governance dei rischi globali, che peraltro sono conosciuti da decenni, uno di essi -la pandemia- ha causato una distopia globale dell’intero bio-universo, un conflitto mondiale che ha sfondato le membrane cellulari dei polmoni dell’umanità, le frontiere tra i popoli, le ossature dei mercati diseguali, le porte delle case e delle nostre strade, dell’economia e della società.

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Il 23 Maggio scorso, oltre 400 scienziati italiani, tra i quali anch’io, hanno firmato una lettera aperta al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio con dieci azioni urgenti per un paese sostenibile. Molte di esse richiedono, oltre all’azione politica, anche una forte partecipazione popolare. Sono proposte che in parte può realizzare ciascuno di noi: un’evoluzione nell’agricoltura e nelle forme di alimentazione, incluso un forte taglio ai consumi di carne di allevamenti intensivi, città verdi, energie rinnovabili, riduzione delle emissioni di anidride carbonica e altri gas a effetto serra che causano il cambiamento climatico, turismo sostenibile, lotta all’inquinamento e prevenzione dei rischi per la salute, biodiversità e restauro ambientale, protezione e uso sostenibile delle risorse del mare e della pesca, ricerca e formazione, compresa una profonda riforma della scuola, innovazione verde per la sostenibilità e il benessere nell’industria, nei trasporti, nell’informazione, nell’economia e nelle finanze.

L’allarme suonato chiaro e forte dalla crisi epocale che stiamo vivendo sottolinea che “il tutto è superiore alla parte”. I beni pubblici globali sono più importanti di ogni preoccupazione parziale. Il papa ha citato questo principio nella sua enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune dove, parlando dell’ecologia integrale, afferma che si deve aver cura di tutto l’insieme dei problemi del mondo e non preoccuparsi solo degli animali o delle foreste amazzoniche, ma anche allo stesso tempo dell’uomo, del suo ambiente, dei suoi diritti, del lavoro, della pace sociale…:

«Oggi l’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, familiari, lavorativi, urbani, e dalla relazione di ciascuna persona con se stessa, che genera un determinato modo di relazionarsi con gli altri e con l’ambiente. C’è un’interazione tra gli ecosistemi e tra i diversi mondi di riferimento sociale, e così si dimostra ancora una volta che «il tutto è superiore alla parte» (Laudato si’ n. 141).

Mi pare un chiarissimo appello all’inclusione di tutte le parti in quel tutto globale che le comprende e permette la loro sostenibilità e comprensibilità come succede per ogni piccola tessera di un grande mosaico.

Il capitolo della Laudato si’ che ha per titolo “Il mio appello” è una chiamata all’azione. Forse il capitolo più importante dal punto di vista del che cosa fare adesso.

“Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. Il movimento ecologico mondiale ha già percorso un lungo e ricco cammino, e ha dato vita a numerose aggregazioni di cittadini che hanno favorito una presa di coscienza. Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri. Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda, o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche. Abbiamo bisogno di nuova solidarietà universale[…]“

“I talenti e il coinvolgimento di tutti sono necessari per riparare il danno causato dagli esseri umani alla creazione. Tutti possiamo collaborare alla cura della creazione, ognuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie iniziative e capacità”. La prosperità inclusiva non è un obiettivo economico, né una strategia politica, è un processo continuo di cambiamento di mentalità sulla natura dei sistemi viventi e dei sistemi economici, che comincia dal riconoscere la loro completa interdipendenza globale.

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La prosperità inclusiva è un movimento globale in crescita, con appassionati sociologi, managers di impresa, psicologi ed economisti in tutto il mondo. La definiamo come l’intenzione e la pratica di allineare le organizzazioni sociali, lo stato, le imprese e l’economia al modo in cui le persone e le comunità prosperano se si integrano e includono i sistemi viventi.

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I sistemi viventi, compresa l’umanità e ogni sua forma di organizzazione, sono interdipendenti come le fibre di una palla di rattan: se si rompe una fibra la palla si sfascia e non si può più giocare. Come in cubo di Rubik, per completare l’immenso rompicapo globale con miliardi di interazioni, bisogna governare allo stesso tempo ogni pezzetto e finché anche un solo un pezzetto è lasciato indietro, tutto il resto rimane disordinato. E non dobbiamo nemmeno cadere nella tentazione di sistemare una faccia alla volta, come propongono alcuni ideologi politici, prima la pace, prima i partenariati imprese-terzo settore, prima l’ambiente, prima la produttività o la partecipazione popolare. Chi non lavora in modo inclusivo, sistemando allo stesso tempo ogni tessera dell’immenso mosaico si trova a dover poi rivoluzionare daccapo anche il lavoro già fatto

Secondo Jean Russell, la prosperità inclusiva trascende i modelli di sopravvivenza, sostenibilità e resilienza.

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Essa abbraccia tutto il flusso di crescita sostenibile come fonte di vita, gioia e significato della vita, si unisce al flusso e cavalca le sue onde, piuttosto che cercare di annullarne gli effetti. Ogni strato include e trascende anche il livello precedente, espandendo sia le interconnessioni che la consapevolezza del sistema, mentre ogni strato raggiunge nuovi limiti e scopre che ci sono più forze di quelle che possono essere spiegate all’interno della sua sfera di competenza. Inoltre, la capacità di crescita non è una progressione, in cui si deve sempre passare da una fase all’altra. Al contrario, è possibile avere aspetti dello sviluppo di ogni persona o organizzazione in vari punti della mappa della capacità di crescita e quindi la trasformazione verso la prosperità inclusiva può realizzarsi anche con diversi livelli di avanzamento nei suoi componenti http://thrivable.net/2013/02/resilience-aint-enough/

Grazie e spero re-incontrarvi presto online o di persona.

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*Senior adviser, Mae Fah Luang Foundation, Bangkok, Thailandia. www.sandrocalvani.it

Luigi BobbaGLOBAL INCLUSION: generazioni senza frontiere. Intervento di Sandro Calvani
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