Le attività diverse e il patrimonio destinato degli enti religiosi civilmente riconosciuti

Le attività diverse e il patrimonio destinato degli enti religiosi civilmente riconosciuti. Note a margine di recenti integrazioni alle norme sul Terzo settore

In sede di conversione del decreto legge semplificazioni-bis e PNRR (n. 77 del 2021) sono state modificate, tra le altre, le norme del Codice del Terzo settore e del decreto sull’Impresa sociale che concedono agli enti religiosi civilmente riconosciuti di accedere al regime del Terzo settore limitatamente ad un ramo della propria attività. Al fine di chiarire alcuni dubbi interpretativi emersi all’indomani dell’entrata in vigore della Riforma, le disposizioni sono state integrate prevedendo esplicitamente: la possibilità di svolgere nell’ambito del ramo anche attività diverse di cui all’art. 6 CTS; l’obbligo di indicare nel regolamento del ramo, o in atto allegato, i beni che compongono il patrimonio a questo destinato; la limitazione della responsabilità per le obbligazioni contratte in relazione alle attività del ramo al solo patrimonio a questo destinato e, al contempo, l’impossibilità per i creditori generali dell’ente religioso di far valere i propri diritti sul patrimonio destinato al ramo.

leggi l’articolo di Alessandro Perego del 31 agosto 2021 su Terzjus.it

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Terzo Settore, una riforma che cambia il pensiero

Dalla Legge Delega del 2016 a oggi, il percorso che ridisegna diritti e doveri del non profit ha segnato tappe importanti. I risultati raggiunti e i prossimi obiettivi nelle parole di due “padri nobili” della riforma, Luigi Bobba e Stefano Zamagni

In principio fu la 106, la Legge Delega che, nel 2016, ha sancito in maniera ufficiale la riforma organica del mondo del Terzo Settore italiano. Seguono, di lì a un anno, un Decreto relativo al Servizio Civile universale e alla regolamentazione del 5xmille, uno che revisiona e rilancia la disciplina delle imprese sociali e, infine, un terzo che conduce all’entrata in vigore del Codice del Terzo Settore, un Testo Unico composto di 104 articoli che integra, armonizza e sostituisce la strati cazione di norme accavallatesi nei decenni. Con il Codice si è avviata l’istituzione di uno strumento fondamentale, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts), che unifica i diversi strumenti diregistrazione preesistenti.

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La riforma del terzo settore e l’Italia che ricuce

Il 2017 è stato l’anno in cui il governo varò la riforma del Terzo Settore con il suo primo Codice Unico (dlg 117/2017). Padre indiscusso di essa il Sottosegretario di Stato del tempo Luigi Bobba, la cui storia nel sociale italiano ampiamente ha animato il suo impegno politico e la sua assoluta autorevolezza nel settore.

Ma la ricchezza del processo riformatore è nel fatto che la paternità della riforma non è esclusiva, ma diffusa. Appartiene a tutti coloro che hanno costruito negli anni un mondo, quello del Terzo Settore appunto, incardinato nel principio di sussidiarietà orizzontale (circolare per diversi) che la riforma del Titolo V della Costituzione ha voluto nell’articolo 118 ultimo comma, dando il rango di norma “superiore” alle autonome iniziative dei cittadini che lo Stato (e le sue diramazioni) sono tenute a favorire.

leggi l’articolo di Gianluca Budano su Huffington Post del 4 agosto 2021

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Giuliano Amato: Verso un’amministrazione condivisa

Riportiamo qui di seguito l’intervento del Prof. Giuliano Amato in occasione della presentazione del Terzjus Report 2021 svoltasi a Roma lo scorso 2 luglio 2021

Gli sviluppi legati all’introduzione del Codice del Terzo Settore sono ben più estesi di quelli che sembrano percepiti sinora. Si ha l’impressione che la trasformazione culturale, politica e giuridica legata alla nuova codificazione non sia sufficientemente indagata e, per quanto più direttamente mi riguarda, sono forse i costituzionalisti e gli amministrativisti a dover prendere piena coscienza di un mutamento, che non si è affatto limitato ad aprire un nuovo capitolo di figure e di rapporti privatistici.

leggi l’intero intervento di Giuliano Amato su Terzjus.it 

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Terzo settore, decalogo per non sprecare una buona riforma (pronta da 4 anni)

di Silvia Morosi su Corriere Buone Notizie del 13 luglio 2021

Sono passati quattro anni dall’approvazione del decreto legislativo 117/2017, meglio conosciuto come Codice del Terzo Settore. Ma cosa pensano della riforma le organizzazioni? E che impatto ha avuto il provvedimento sulla struttura e sul vissuto quotidiano di quanti operano nel mondo del no profit e dell’impresa sociale? A raccontarlo sono i diretti interessati nelle pagine di “Riforma in movimento”, il primo rapporto sullo stato di salute e le prospettive della Riforma del Terzo settore. Promosso da Terzjus e Italia non profit, lo studio ha visto il coinvolgimento, per due mesi, di più di 1.500 organizzazioni (1.671 per la precisione) e 24 partner. Cosa emerge dall’indagine?

Se da un lato la quasi totalità degli intervistati (86%) ritiene che l’iter legislativo per l’approvazione del decreto sia stato troppo lungo, il giudizio sull’istituzione di un registro unico nazionale del Terzo Settore è molto positivo: il 56,7% degli operatori lo ritiene uno strumento di apertura verso l’esterno, utile a riorganizzare il sistema di registrazione degli enti che “volontariamente” desiderano registrarsi per ottenere le agevolazioni fiscali e, più in generale, della legislazione di favore collegata alla qualifica di “Ente del Terzo Settore” (Ets). Se un’organizzazione su tre ancora non conosce alla perfezione questa opportunità, ben l’87% dei soggetti dichiara di volersi iscrivere. E ancora, un ente su 2 ha già adeguato il proprio statuto al nuovo modello, in modo da essere pronto ad affrontare meglio le sfide future. Una rivoluzione accolta con ottimismo: più dell’80% degli intervistati guarda con favore alla riforma, e si aspetta un’azione delle istituzioni più incisiva su un mondo che solo nel nostro Paese coinvolge 300.000 associazioni, 1 milione di lavoratori e oltre 5 milioni di volontari.

Un mondo variegato, quello del volontariato e dell’associazionismo, che opera con un solo obiettivo: perseguire il bene comune. “La nostra ricerca – spiega Luigi Bobba, presidente di Terzjus (nella foto sopra) – è stata la prima occasione per dare la parola ai destinatari della Riforma del Terzo settore”. Una riforma, chiarisce, “conosciuta più per gli aspetti regolamentari e gli adempimenti, che per le norme promozionali e le opportunità che offre”. Per questo, ha aggiunto, è stato consegnato al Ministro del Lavoro Andrea Orlando un decalogo (10 azioni per non sprecare una buona riforma) che vuole essere “uno stimolo affinché le istituzioni preposte mettano in campo azioni informative e promozionali rivolte in particolare alle organizzazioni di piccole dimensioni”.

Qui il report completo.

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Verso una legge europea sul Terzo settore

A livello di diritto dell’Unione europea manca una disciplina specifica degli enti non profit, laddove per altri enti giuridici, come le società di capitali e le società cooperative, esistono specifici regolamenti europei. È possibile ottenere oggi il risultato non conseguito negli scorsi decenni?

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Commercialisti e Terzo settore, ruolo chiave per l’organo di controllo

Con la circolare «Riforma del Terzo settore: elementi professionali e criticità applicative» pubblicata ieri il Consiglio nazionale dei commercialisti torna ad analizzare la Riforma del Terzo settore cercando di sciogliere alcuni nodi sulle questioni legate al periodo transitorio del Codice (Dlgs 117/2017 o Codice del Terzo settore).

leggi l’articolo di Gabriele Sepio su Norme & Tributi + del Sole 24 Ore del 22 Aprile 2021

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“RIFORMA IN MOVIMENTO”: un importante tassello del TERZJUS REPORT 2021

“RIFORMA IN MOVIMENTO”: UN IMPORTANTE TASSELLO DEL TERZJUS REPORT 2021

Parte il progetto “Riforma in Movimento”, l’indagine digitale – promossa da Terzjus in collaborazione con Italia non profit –  rivolta a tutte le diverse tipologie di Enti del Terzo Settore (ETS) nonché alle loro Reti associative e di rappresentanza. E’ un’occasione e uno strumento di ascolto di come e quanto la riforma del Terzo settore, nelle sue diverse articolazioni, e’ stata percepita e che impatto ha avuto nella vita degli ETS.
“Riforma in Movimento”  è un importante tassello di un’ attività di studio e ricerca che Terzjus si è proposto di realizzare fin dalla sua nascita. Mi riferisco al “Terzjus Report 2021”, il primo Rapporto sullo stato e sull’evoluzione della legislazione sul Terzo settore in Italia, che sarà presentato a fine aprile.
“Riforma in Movimento” è appunto parte di questo lavoro di monitoraggio e rilevazione che ci consentirà di avere non solo dati, ma anche chiavi di lettura  su come gli ETS stanno recependo la nuova regolamentazione contenuta nel Codice del terzo settore e negli altri decreti legislativi ( disciplina delle imprese sociali, riforma del 5 per 1000 e nuova disciplina del Servizio civile universale), nonché di come si stanno riorganizzando per cogliere le non poche opportunità che la Riforma ha messo in campo.
Con “Riforma in Movimento” si realizzeranno anche diverse interviste qualitative ai responsabili delle principali Reti associative e cooperative, così come ad alcuni autorevoli presidenti di Fondazioni bancarie  e di Ordini professionali  quotidianamente impegnati nel supportare gli ETS nel recepimento delle norme del Codice. Un complesso lavoro dunque, che sarà pubblicato  in forma estesa  sul sito “Riforma in Movimento” e che verrà presentato invece in forma sintetica in un capitolo del Terzjus Report 2021 dal titolo: “Con gli occhi degli ETS: percezione e impatto della riforma sugli Enti di Terzo Settore”.
Nel frattempo, Terzjus continua  nel suo lavoro di studio e ricerca circa l’interpretazione e l’applicazione delle norme contenute nel Codice e negli altri provvedimenti e si avvia a promuovere un’attività formativa gratuita – dei “quickinar” – destinati a fornire  un supporto ai responsabili degli ETS per meglio comprendere le nuove norme e promuoverne un’efficace applicazione.
L’invito ad aderire a “Riforma in Movimento” è innanzitutto rivolto ai soci fondatori e ordinari di Terzjus , attraverso le loro reti sul territorio e i loro strumenti di comunicazione; ma altresì a chi ci segue sul sito di Terzjus e a tutti coloro che hanno qualche responsabilità negli ETS. Non si tratta di un nuovo adempimento, bensì di un modo semplice e concreto per far sentire la propria voce e contribuire positivamente ad attuare e completare la riforma.
Servono solo 15 minuti e c’è tempo fino al 10 marzo. Basta cliccare sul  link https://italianonprofit.it/riforma-in-movimento/form/
Grazie per diffondere l’iniziativa.

Luigi Bobba
Presidente Terzjus

Luigi Bobba“RIFORMA IN MOVIMENTO”: un importante tassello del TERZJUS REPORT 2021
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Venerdì 22 gennaio alle ore 15, nuovo webinar di Terzjus su “L’affidamento di servizi di trasporto sanitario e l’art.57 del Codice del Terzo settore”

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 22 gennaio alle ore 15, nuovo webinar di Terzjus su “L’affidamento di servizi di trasporto sanitario e l’art.57 del Codice del Terzo settore”

L’Osservatorio di diritto del Terzo settore Terzjus prosegue il percorso di diffusione della conoscenza e dell’impatto della Riforma del Terzo settore dando un contributo interpretativo e fornendo nuovi spunti di riflessione, anche alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale 255/2020, sulla disciplina dell’affidamento di servizi di trasporto sanitario e, come previsto dall’articolo 57 del Codice del terzo settore (CTS), nello specifico dell’affidamento dei servizi di trasporto sanitario di emergenza e urgenza “118”, vista la possibilità di affidarli “in via prioritaria” alle organizzazioni di volontariato (ODV) aderenti ad una rete associativa del terzo settore, nel totale rispetto dei principi di trasparenza e competitività.

“L’attualità del tema, visto anche il  protrarsi dello stato di emergenza dovuta al Covid – spiega Luigi Bobba, Presidente di Terzjus – ci ha spinto a creare un momento di approfondimento sull’interpretazione e sull’applicazione dell’articolo 57 del Codice del Terzo Settore, continuando così il dialogo iniziato sull’amministrazione condivisa e i rapporti collaborativi con la Pubblica Amministrazione. Un seminario che vuole fare il punto su un tema che merita grande attenzione sia relativamente alle numerose questioni teorico-interpretative che pratico-applicative e che può meglio aiutare a comprendere i confini giuridici dell’articolo 57 del CTS, ma anche suggerire riflessioni importanti per le possibili prospettive di implementazione dello stesso, proseguendo e incarnando la missione di Terzjus, ovvero promuovere la cultura e il diritto del Terzo Settore.”

Introduce Luigi Bobba, Presidente Terzjus. Panoramica sui “Profili giuridici” di Antonio Fici, Direttore Scientifico di Terzjus, e Valerio Migliorini, Avvocato. Interventi su “Le prassi operative” di: Piero Paolini, Direttore U.O. Centrale Operativa 118 della Toscana; Alberto Zoli, Direttore generale AREU della Lombardia; Alberto Corsinovi, Presidente Rete nazionale Misericordie e Solidarietà; Pasquale Giacomo Morano, Coordinatore nazionale attività della Croce Rossa Italiana; Fabrizio Pregliasco, Presidente nazionale ANPAS.

Seminario in evento digitale, venerdì 22 gennaio 2021 dalle ore 15 alle 17, aperto a tutti collegandosi al link : https://youtu.be/lOy2aJF7NL4

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