Lo spread giallo-verde ci è costato 20 miliardi

Con l’insediamento del nuovo governo, lo spread Btp-Bund è tornato a livelli vicini a quelli di maggio 2018, attorno ai 150 punti base. Nei quattordici mesi di governo “gialloverde”, però, sono stati emessi titoli di stato con spread più elevati. Il costo di questo maggiore spread per la spesa per interessi, cumulato per i prossimi vent’anni, è circa 18-20 miliardi di euro

leggi l’articolo su Repubblica del 7 settembre 2019

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Un patto (possibile) con la UE

Il governo uscente ha avuto con la Ue un rapporto teso e conflittuale. Nel dicembre 2018 abbiamo rischiato la bocciatura della legge di Stabilità, schivata solo «grazie» alle tristemente note clausole di salvaguardia sull’Iva. Nella primavera scorsa abbiamo evitato per un soffio la procedura per debito eccessivo. I due partner di maggioranza (soprattutto Salvini) s’illudevano di poter cambiare gli equilibri politici europei nelle elezioni dello scorso maggio. Guadagnando così «licenza di spendere». Nonostante il successo della Lega, l’operazione dei sovranisti è fallita.

leggi l’articolo di Maurizio Ferrera sul Corriere della Sera del 26 agosto 2019

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Becchetti: «Pd e 5S facciano una piattaforma programmatica alla tedesca»

L’economista saluta con soddisfazione l’ipotesi di un governo giallo rosso: «era quello che su Vita.it auspicavo già a marzo scorso. È una grande occasione. Come ha detto Delrio la base del contratto di governo devono essere ambiente, sociale, lavoro e giustizia fiscale»

Non so se l’analogia con la Germania possa reggere. Lì il patto era tra due partiti strutturati. Qui, uno dei due, è un non partito con una linea politica e programmatica alquanto ondivaga e un sistema di presa delle decisioni per nulla trasparente. Se non si vuole andare al voto, forse meglio un governo di un anno con pochi punti fermi. Qualcosa di simile a quanto avvenne alla fine del ’94 con il governo Dini. Un tempo ragionevole per evitare altri guai al Paese e ai partiti di ridefinire qualche orizzonte programmatico chiaro da sottoporre al vaglio degli elettori. Ma la posizione di Becchetti merita di essere discussa…

leggi l’articolo su Vita

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Con il taglio dei parlamentari non si potrà votare prima di aprile-giugno 2020

Se si voterà entro dicembre, si voterà su 945 parlamentari e non su 600. Ma la proposta di riduzione del numero dei parlamentari non sarebbe vigente nella successiva legislatura. Se invece si vuole renderla davvero vigente nella legislatura successiva, bisogna attendere almeno la primavera inoltrata del 2020, rispettando l’iter dell’articolo 138 della Costituzione. Ecco perché

leggi l’articolo di Francesco Clementi su Il Sole 24 Ore

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“Non vedo vie d’uscita per il Governo”. Carlo Cottarelli all’Huffpost

Il Pil italiano è inchiodato allo zero. Per l’economista “Troppo grande la distanza tra le loro promesse e la necessità di ridurre deficit e debito”. Il vero timore è che si sveglino i mercati

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Bobba: Spadafora, “non si possono imbrogliare le carte”

Comunicato stampa

Bobba: Spadafora, “non si possono imbrogliare le carte”
Dichiarazione di Luigi Bobba sul ddl del Governo sul rifinanziamento del Servizio civile

“Sono felice che il Governo abbia emanato un ddl per rifinanziare il Servizio civile, ma il Sottosegretario Vincenzo Spadafora non può imbrogliare le carte”.

Così l’ex Sottosegretario Luigi Bobba con delega al Servizio civile nei governi Renzi e Gentiloni in merito alle dichiarazioni di Spadafora circa il ddl emanato ieri dal Consiglio dei ministri con il quale si rifinanzia il Servizio civile universale per 70 milioni.

“Mi complimento con Spadafora ma affermare che, grazie a questo provvedimento – se andrà in porto -, partiranno “53.000 giovani invece dei 27.000 che sarebbero partiti con i fondi previsti dal Governo PD”, è un vero e proprio imbroglio.”

“Spadafora – continua Bobba – avrebbe dovuto almeno apprezzare che, con gli stanziamenti del  Governo Gentiloni nel 2018, ha potuto far partire più di 53.000 giovani. E se il Governo gialloverde non avesse tagliato i fondi Fami destinati ai giovani titolari di protezione internazionale e una quota di fondi di Garanzia giovani non spesi dalle Regioni del Sud, avremmo oggi un totale di più di 58.000 giovani in servizio”.

“Ma la cosa più sorprendente . conclude Bobba – è che i 70 milioni destinati ad incrementare la dotazione del Servizio civile vengono sottratti al Fondo della Presidenza per le aree degradate relativo al 2019 (noto come fondo periferie).”

“Insomma, per finanziare il Servizio civile si depotenzia il contrasto al disagio delle periferie urbane. Meglio sarebbe stato utilizzare invece le risorse non spese della riforma del Terzo settore che, per via dei notevoli ritardi accumulati nell’ultimo anno nella attuazione della stessa, produrranno un risparmio di quasi 50 milioni.”

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Durigon, se ci sei batti un colpo

Da mesi i dossier legati alla normativa sul Terzo settore sono scomparsi dal raggio d’azione del Governo e del sottosegretario con delega al comparto. Due esempi su tutti: il fascicolo fiscale da inviare a Bruxelles per dare sostanza alla riforma del Terzo settore e il Dpcm sul nuovo 5 per mille (in attesa di capire se e come sarà rimpolpato il fondo nazionale ormai troppo esiguo per sostenere le indicazioni dei contribuenti). Che fine hanno fatto questi due provvedimenti? Sono in agenda? Ci sta lavorando qualcuno? Caro sottosegretario attendiamo delle risposte

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Luigi BobbaDurigon, se ci sei batti un colpo
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