Un’altra sinistra è possibile

La truffaldina promessa di protezione di Salvini e il dannoso assistenzialismo del M5s obbligano il mondo progressista a costruire con rapidità un’alternativa da sogno non schiacciata sul modello da incubo del populismo. I tabù da superare e gli errori da evitare. Manifesto per una nuova stagione

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Luigi BobbaUn’altra sinistra è possibile
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INDUSTRIA. CRISI LIVANOVA. IL PD PRESENTA UNQUESTION TIME PER CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA REGIONE

Avetta, Bobba e Pentenero: “Si apra un tavolo di crisi e si tutelino lavoratori e una produzione di alta qualità tecnologica”.
“Lunedì depositerò un Question time per chiedere se e quando l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, intenda convocare il tavolo di crisi sulla LivaNova, e per sapere quali strumenti pensa di mettere a disposizione la Regione Piemonte, affinché l’azienda modifichi le proprie decisioni e addivenga a un nuovo piano aziendale volto a tutelare i lavoratori e la produzione in Piemonte”: così dichiara il consigliere regionale Alberto AVETTA (Partito Democratico), a seguito dell’annuncio dell’azienda LivaNova, del comprensorio Sorin di Saluggia, di spostare in Canada la produzione di valvole cardiache, con il conseguente esubero di 83 dipendenti. “La notizia, di per sé grave, getta un cono d’ombra e preoccupazione circa le sorti dell’intero comprensorio Sorin di Saluggia, nel quale oggi lavorano oltre 1500 persone – spiega il consigliere regionale Alberto AVETTA – una scelta peraltro non legata ad una reale sofferenza aziendale ma che rischia di colpire sotto il profilo occupazionale soprattutto le zone del chivassese e basso vercellese. Si tratta di posti di lavoro di alta qualità in un settore di avanguardia come quello biomedico, quindi risulta ancor più importante per il Piemonte non perdere questa produzione”. “È inaccettabile che l’azienda demoralizzi la produzione di maggior valore aggiunto, quella delle valvole cardiache biologiche, compromettendo così il futuro del sito industriale di Sorin – aggiungono Gianna PENTENERO, ex assessoreregionale al Lavoro, e Luigi BOBBA, già Sottosegretario al Lavoro – La Regione convochi immediatamente un tavolo di crisi con i sindacati e i titolari dell’azienda LivaNova, in modo da valutare le alternative ad una decisione così pesante per il futuro immediato di 83 lavoratrici e lavoratori, nonché per lo sviluppo futuro della stesso stabilimento. Il distretto industriale biomedicale del sito Sorin di Saluggia è il più importante insediamento produttivo dell’area vercellese e chivassese. Una decisione di questo genere rischia di indebolire uno dei pochi settori ancora trainanti dell’occupazione e competitivi nel mercato globale. Ringraziamo il consigliere Alberto Avetta per l’iniziativa e ci auguriamo che presto l’assessore Chiorino si attivi per convocare le parti”.
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Nannicini: «Arriva il fondo per l’assegno unico e i servizi alla famiglia»

Nella legge di bilancio ci sarà un fondo ad hoc. «Non è una questione nominalistica ma il segno di un percorso: dà slancio alla delega parlamentare proposta dal Pd come prima proposta di legge a inizio legislatura», spiega il senatore Pd Tommaso Nannicini. Un primo passo che ancora non istituisce l’assegno unico ma che lo ha come obiettivo

leggi l’intervista a Tommaso Nannicini su Vita.it

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Marco Aurelio Dabbene nuovo segretario provinciale dei Giovani Democratici

Vercelli – Il diciottenne studente universitario in Filosofia Marco Aurelio Mendes Dabbene, figlio dell’indimenticabile dirigente scolastico Gianni Dabbene, scomparso lo scorso mese di agosto, è il nuovo segretario provinciale dei Giovani Democratici.

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Luigi Bobba: riflessioni “post Renzi”

Ho atteso qualche giorno per mettere nero su bianco qualche pensiero dopo la scissione di Renzi dal PD.

Dico subito che non lo seguirò, pur avendolo sostenuto come segretario del Pd nel 2013 e aver fatto parte del governo da lui guidato. Non rinnego nulla, anzi sono orgoglioso di quanto abbiamo fatto nei governi Renzi e Gentiloni nei quali ho avuto l’onore di ricoprire l’incarico di sottosegretario al Lavoro.

Non mi iscrivo certo tra coloro che non vedevano l’ora che Renzi togliesse il disturbo, ma neppure tra quelli che fanno spallucce pensando che questa scissione poco cambierà le cose nel partito, nel governo e forse anche nel Paese. Ho creduto al Pd come partito popolare, riformista, europeista e di sinistra fin dall’inizio. Non ho seguito Rutelli nel 2009 anche se caldamente invitato a farlo. Ho considerato un errore l’abbandono di Bersani e Speranza. Ma oggi che cos’è il PD e cosa vuole diventare? Renzi ha preso la sua strada, Calenda e Bonino ambiscono a fare qualcosa insieme, Bersani invoca una cosa nuova a sinistra. E noi? Ma il PD non era nato proprio come partito plurale, come argine al frazionismo tipico del sistema politico italiano? Il PD, come affermò Veltroni,non era il partito a vocazione maggioritaria? Esiste una terza via tra la pura e semplice prosecuzione della”ditta” e il comitato elettorale all’americana? A queste domande, oggi chi resta nel PD ha il dovere di dare una risposta. Perché se la prospettiva è una riedizione aggiornata del pentapartito (PD, LeU, Renzi, +Europa e Calenda) allora quel progetto di fare un partito che avesse come orizzonte il futuro del Paese con gli occhi dei nostri figli e nipoti, è fallito. Se non vogliamo rassegnarci a questa lenta ma inesorabile deriva, ci sono tre scelte essenziali da compiere.

Primo non rinunciare ai nostri valori. Non sono d’accordo a costruire una casa comune con i grillini. Una cosa è un’alleanza di governo per fermare l’ondata sovranista; un’altra è affermare e comunicare una nostra originale identità valoriale e programmatica.

Secondo, quella sintesi tra un partito radicato nella tradizione europea ma altresì rinvigorito da strumenti di democrazia diretta come le primarie, è ancora in gran parte da costruire. Per ora è rimasto una grande incompiuta.

Terzo: se assecondiamo la spinta proporzionalistica, il futuro del PD è segnato. Dunque torniamo al maggioritario e non abbandoniamo la prospettiva delineata dalla riforma costituzionale.

C’è da mettersi in cammino. Il viaggio non sarà breve, ma procediamo senza fretta ma anche senza sosta.

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“Servire, in silenzio”

l’Italia è di fronte a una grave crisi strutturale. Non solo per gli indicatori economici che ogni giorno mostrano il declino del nostro Paese, ma anche e altrettanto gravemente a causa dell’impoverimento culturale e della coesione nelle relazioni sociali. Un Paese dilaniato dai conflitti diviene incapace di assumere scelte strategiche di lungo periodo, rischia di essere ossessionato dai tatticismi e dalle convenienze immediate; una nazione che dileggia il sapere e le competenze come qualcosa di distante dal popolo è un Paese destinato inevitabilmente al declino. Ma l’Italia non è solo questo.

leggi la lettera di Graziano Delrio al Direttore di Huffingtsonpost dell’8 settembre 2019

Luigi Bobba“Servire, in silenzio”
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Svolta e novità sì, ma ora si lavori soprattutto per i giovani e il futuro

Ospitiamo con piacere un intervento di Luigi Bobba, già sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, relativo al nascituro Governo Conte bis. Si tratta di una riflessione ad ampio raggio che verrà pubblicata sulla rivista “Vita”, testata specifica del Terzo Settore, e che Luigi Bobba ha voluto condividere con i lettori di Notizia Oggi Vercelli.

D.G.

leggi l’intervista su Notizia Oggi del 2 settembre 2019 

Luigi BobbaSvolta e novità sì, ma ora si lavori soprattutto per i giovani e il futuro
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Da “mostro” a “governo di necessità” Il Conte Bis visto dai politici vercellesi

«Anche se le due forze principali di questo nuovo governo – spiega Bobba – si sono combattute aspramente, questo stato di necessità giustifica una scelta simile, seppur rischiosa, ma che può rimettere in carreggiata un Paese che esce da un governo disastroso e da una deriva sovranista che ha isolato l’Italia. Conteranno le scelte programmatiche e le persone»

leggi l’articolo de LaStampa del 30 agosto 2019

 

Luigi BobbaDa “mostro” a “governo di necessità” Il Conte Bis visto dai politici vercellesi
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Vercelli, Report Incontro post Direzione nazionale PD del 21 agosto

Il Partito Democratico Vercelli Valsesia ha riunito i propri iscritti in data 21/08/2019 per discutere sull’attuale crisi di governo che ha portato alle dimissioni del premier Giuseppe Conte. La riunione, partecipata e ricca di interventi ha messo in evidenza alcuni elementi che hanno seguito la relazione iniziale del Segretario Provinciale, allegata al presente documento.

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Luigi BobbaVercelli, Report Incontro post Direzione nazionale PD del 21 agosto
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