Il volontariato e la fiducia che fanno crescere l’economia civile

Alla vigilia della terza edizione del Festival che si svolge a Firenze dal 24 al 26 settembre, una riflessione con il prof. Leonardo Becchetti sul ruolo della gratuità nel nuovo modello economico che mette al centro il concetto di generatività e la cura dei beni comuni

L’economia è fatta dalle persone, dal lavoro e dalle relazioni e la sfida più grande che abbiamo di fronte oggi è quella di cercare e perseguire un nuovo senso. Dentro la nuova cornice di senso c’è il volontariato come forma compiuta e organizzata della gratuità.

Non ha dubbi Leonardo Becchetti presidente del comitato scientifico del Festival nazionale dell’Economia Civile.“Alla ricerca di senso” è proprio il titolo dell’edizione 2021 del Festival, la terza, che si svolge nel Palazzo Vecchio di Firenze dal 24 al 26 settembre.

CSVnet partecipa all’iniziativa e fa parte di “Next – Nuova Economia per Tutti”, l’associazione nata nel 2011 per promuovere e realizzare una nuova economia civile. Con Becchetti abbiamo voluto riflettere per contribuire al dibattito sul ruolo del volontariato nell’economia civile alla vigilia del Festival.

leggi l’intervista di Giulio Sensi a Leonardo Becchetti su CSVNet del 

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La governance degli enti del terzo settore dopo la riforma. Roma, 23 settembre 2021

Iniziativa organizzata nell’ambito del Corso di perfezionamento su Terzo Settore. Imprese e benefici sociali, in collaborazione con Luiss DREAM e Terzjus – Osservatorio di Diritto del terzo settore, della filantropia e dell’impresa sociale. Con il contributo di Unicredit.

PROGRAMMA

Saluti introduttivi
Antonio Nuzzo Direttore Luiss School of Law
Luigi Bobba Presidente Terzjus
Roberto Fiorini Regional Manager Centro Unicredit

Consegna delle pergamene ai partecipanti al 1° Corso di perfezionamento su Terzo Settore. Imprese e benefici sociali

Relazione introduttiva
L’organizzazione degli enti del terzo settore tra codice civile, leggi speciali e autonomia privata
Gian Domenico Mosco Direttore del Corso in Terzo Settore. Imprese e benefici sociali, Direttore Luiss DREAM

ore 10:00-13:00

Parte I: Le associazioni e le fondazioni del terzo settore

Presiede
Gian Domenico Mosco Direttore del Corso in Terzo Settore. Imprese e benefici sociali, Direttore Luiss DREAM

Relazioni
I soci e l’assemblea
Michele Tamponi Professore di Diritto civile, Università Luiss Guido Carli

L’organo di amministrazione
Mario Stella Richter Professore di Diritto commerciale Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Il sistema dei controlli
Salvatore Lopreiato Professore di Diritto commerciale. Università Luiss Guido Carli

Profili organizzativi di associazioni a base sociale diffusa, associazioni di secondo livello e reti associative
Antonio Fici Professore di Diritto privato, Università degli Studi del Molise

Interventi programmati
Mario Renna Professore di Diritto Privato, Università di Siena
Marco Rizzuti Ricercatore di Diritto Privato, Università di Siena
Emanuele Tuccari Assegnista di Ricerca in Diritto Privato, Università di Siena

Ore 14:00-16:30

Parte II: La governance delle imprese sociali societarie

Presiede
Antonio Fici Professore di Diritto privato, Università degli Studi del Molise

Relazioni
Le imprese sociali società di capitali
Carlo Ibba Professore di Diritto commerciale, Università degli Studi di Sassari

Le imprese sociali società cooperative
Giustino Di Cecco Professore di Diritto commerciale, Università degli Studi Roma Tre

Dalle imprese sociali alle imprese lucrative: la responsabilità sociale
Giorgio Marasà Diritto Commerciale Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Interventi programmati
Antonio Damiano Dottore di Ricerca Università Luiss Guido Carli
Raffaele Felicetti Dottorando di Ricerca Università Luiss Guido Carli
Pier Paolo Pirani Assegnista di Ricerca Università Luiss Guido Carli

Dibattito

 

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Andrea Notarnicola: “In workshop e laboratori la «transizione sociale» che parte dalle imprese”

Un ecosistema di 171 imprese integrato con il Terzo settore e gli atenei

Da mercoledì 15 settembre, il «Comitato Global Inclusion – art. 3» e Il Sole 24 Ore, in collaborazione con l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale, mobiliteranno l’ecosistema delle imprese, del Terzo settore e dell’università nella terza stagione «Global Inclusion 2021», per la condivisione di pratiche di successo nel diversity management . L’evento di kick-off sarà fruibile in streaming su ilsole24ore.com mercoledì 15 dalle 17.30.

leggi l’articolo di Andrea Notarnicola su Il sole 24 Ore del 13 settembre 2021

Luigi BobbaAndrea Notarnicola: “In workshop e laboratori la «transizione sociale» che parte dalle imprese”
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Il Pnrr visto con gli occhi del Terzo settore

Quali interventi raccolgono le priorità indicate in questi anni dal Terzo settore e quale ruolo ad esso viene riconosciuto? L’analisi a cura del presidente nazionale del Mppu-Movimento dei Focolari

È possibile leggere il PNRR con gli occhi del Terzo settore. Quali interventi raccolgono le priorità indicate in questi anni dal Terzo settore e quale ruolo ad esso viene riconosciuto? La coesione sociale, cara al Terzo settore, sembra essere entrata nel PNRR come volano di uno sviluppo sostenibile (Missione 5). Uno sviluppo “buono”, con attenzione ai temi ambientali, culturali e della salute, non solo dell’aumento del Pil, è presente nella Missione 2. La sostenibilità è un patrimonio culturale condiviso. Nella missione 5 troviamo 20 miliardi di euro per le politiche per il lavoro, infrastrutture sociali, famiglie, comunità, Terzo settore, interventi speciali per la coesione territoriale. Va sottolineata la sensibilità per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità.

leggi l’articolo su Vita.it del 5 agosto 2021

 

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Resistenza e resilienza: le caratteristiche delle cooperative sociali in tempo di pandemia

Si celebra oggi la giornata internazionale delle cooperative e il tema scelto per quest’anno dall’Onu e dall’Ica (International Cooperative Alliance) è “Ricostruire meglio insieme”. Quest’anno, inoltre, si celebra il 30esimo anniversario della nascita delle cooperative sociali, come forma originale di impresa, in quanto la legge che le regola è del 1991. La loro vera differenza, il valore aggiunto, sta nel fatto che incorporano non solo il valore mutualistico dei soci, ma generano anche un valore che si riverbera nella società. Non producono solo un vantaggio economico a favore dei soci, ma anche un valore sociale a vantaggio della comunità in cui sono inserite.

In particolare, c’è una categoria – le coop sociali di tipo B – che hanno una funzione molto importante: inserire nel mondo del lavoro persone che presentano una qualche forma di disabilità, che nel passato hanno avuto problemi di tossicodipendenza o quanti sono usciti dal carcere, insomma quei segmenti deboli del mercato del lavoro che farebbero fatica a trovare una collocazione o vocazione lavorativa.

L’Italia è stata la prima in Europa ad avere una legge così avanzata ed innovativa che supera il principio di mutualità e per incorporare quello di solidarietà, cioè genera del valore economico e sociale che va a favore delle categorie con maggiore svantaggio e delle comunità che presentano elementi di marginalità. Questa innovazione poi è stata “copiata” in molte parti d’Europa e oggi le imprese sociali – una categoria più larga e vasta di quella di cooperazione sociale – rappresentano una parte tutt’altro che irrilevante dal punto di vista delle generazione del valore economico, ovvero del Pil, e dell’occupazione a dimensione europea.

Soprattutto in questo tempo di pandemia, le cooperative legate al terzo settore hanno rappresentato una “manna dal cielo” per molte persone e territori. Molte di loro si sono riconvertite per rispondere a un bisogno che era inedito e, pur non perdendo la loro dimensione imprenditoriale originaria, hanno però accompagnato i soggetti più deboli, molte volte dimenticati dai provvedimenti governativi, oppure hanno reinventato la loro capacità produttiva. Più in generale hanno continuato a svolgere la loro attività che di per sé contiene già una dimensione solidaristica che il legislatore va a premiare con un trattamento fiscale di vantaggio.

leggi il mio articolo su Interris del 14 luglio 2021

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“Se non io, chi per me” – intervista a Luigi Bobba di Vincenzo Saccà su «Strade Aperte – Argomenti» periodico di cultura del MASCI, Luglio-Agosto/2021

Le ragioni di un impegno politico dei cattolici nella società e nelle istituzioni, con i piedi piantati nel presente e con lo sguardo rivolto al futuro (e senza pensare di tornare al passato)

Luigi Bobba, cattolico, impegnato nel sociale e nella politica, ex Presidente delle ACLI, ex Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e 7delle Politiche Sociali, “padre” della legge sul Terzo Settore, perché questo suo impegno politico/sociale? in quale contesto si è sviluppato? quale motivazione lo ha animato?

Le radici del mio impegno politico sono interamente in quello che viene chiamato il sociale cattolico. Dall’Oratorio all’attenzione, per quello che negli anni ‘ 70 era chiamato Terzo Mondo; dalla frequentazione della Comunità ecumenica di Taizé a quella di Bose; dall’ esperienza di una scuola popolare per lavoratori adulti che volevano conseguire la terza media, al giornale studentesco “Acido solforico”; dal “Collettivo giovani democratici” alle prime esperienze nelle Acli, con la nascita del circolo nel mio piccolo paese del vercellese. In questo contesto e con questa cultura sono cresciuto, avendo avuto la fortuna sia di potermi abbeverare ad una tradizione culturale ricca e vivace, ma soprattutto di fare esperienza sul campo, di provare ad inverare ciò che mi appariva necessario per un mondo più giusto ed accogliente. Quella spinta era altresì favorita dall’esistenza di luoghi , persone, riviste che contribuivano a imprimerle direzione e solidità; a trasformare le fiammate, tipicamente giovanili, in qualcosa di duraturo, capace di lasciare tracce significative per una vita intera.

leggi l’intera intervista di Vincenzo Saccà a Luigi Bobba su «Strade Aperte» periodico di cultura del MASCI, Luglio-Agosto/2021

Luigi Bobba“Se non io, chi per me” – intervista a Luigi Bobba di Vincenzo Saccà su «Strade Aperte – Argomenti» periodico di cultura del MASCI, Luglio-Agosto/2021
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Cambia il 5 per mille: diventa più veloce e anche un po’ più ricco

5 per mille, le novità nella dichiarazione dei redditi

Cambia e migliora il 5 per mille, ovvero la facoltà che il contribuente italiano ha di destinare una quota delle proprie tasse (il 5 per mille, appunto) a opere di particolare rilievo sociale: dalla ricerca sanitaria ai comuni, dalle organizzazioni umanitarie a quelle per la tutela ambientale e paesaggistica.
Le novità introdotte riguardano l’ampliamento della platea dei soggetti ammessi al contributo, l’innalzamento della soglia minima erogabile a ciascun ente, l’obbligatorietà della rendicontazione delle attività realizzate, la riduzione a un anno dei tempi di assegnazione delle risorse, tutte introdotte dal Dpcm del 23 luglio 2020 in materia di 5 per mille, interventi che vanno incontro alle richieste espresse da tempo dal mondo del Terzo Settore.

 

leggi il servizio su Corriere Econiomia del 13 giugno 2021

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Verso una legge europea sul Terzo settore

A livello di diritto dell’Unione europea manca una disciplina specifica degli enti non profit, laddove per altri enti giuridici, come le società di capitali e le società cooperative, esistono specifici regolamenti europei. È possibile ottenere oggi il risultato non conseguito negli scorsi decenni?

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Terzo settore senza frontiere – Verso una legge europea sugli enti del terzo settore

La legislazione italiana sul terzo settore, per quanto originale e fortemente innovativa, non costituisce tuttavia un caso isolato in Europa. Allo stesso modo, l’Italia non è l’unico paese in cui il settore non profit è ampiamente diffuso. A livello europeo si stanno riproponendo forti spinte verso l’adozione di una legge europea sul non profit o il terzo settore. Lo scritto – che costituisce una breve sintesi di un più ampio studio condotto dall’Autore su incarico del Parlamento europeo – introduce al tema presentando le possibili strategie che possono essere adottate per giungere all’auspicata legislazione europea. La soluzione raccomandata dall’Autore, ove accolta, porrebbe la legislazione italiana in una posizione di primo piano nel panorama legislativo internazionale in materia.

qui l’articolo di Antonio Fici del 26 maggio 2021

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Coinvolgere, a partire dal Terzo settore. Come si vince la partita Pnrr

Non ce n’è, le partite si vincono a centrocampo, come sanno gli allenatori decorati e in fondo tutti gli appassionati del pallone. Vale quasi sempre nel calcio, spesso in politica. La partita ‘epocale’ del Pnrr, una finale Champions per il nostro Paese, non dovrebbe fare eccezione. E la mediana sta nella pancia e nelle aspettative dei cittadini, più che nella testa di chi programma e decide. Si è talvolta accostato l’occasione rappresentata dal Next Generation Eu all’energia potenziale del Piano Marshall. Dote e intenti, in effetti, si assomigliano.

di Marco Girardo su Avvenire di giovedì 13 maggio 2021

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