Il Papa ai giovani economisti di Assisi: «Terzo settore e filantropia possono essere palliativi»

Così Papa Francesco: “Sapete che urge una diversa narrazione economica, urge prendere atto responsabilmente del fatto che «l’attuale sistema mondiale è insostenibile da diversi punti di vista» e colpisce nostra sorella terra, tanto gravemente maltrattata e spogliata, e insieme i più poveri e gli esclusi. Non basta neppure puntare sulla ricerca di palliativi nel terzo settore o in modelli filantropici»

leggi su Vita.it del 21 novembre 2020 l’intervento del Papa con videomessaggio a conclusione di ‘The Economy of Francesco’ al Forum di Assisi

 

Luigi BobbaIl Papa ai giovani economisti di Assisi: «Terzo settore e filantropia possono essere palliativi»
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Il virus come crash test del volontariato. Intervista al presidente dell’Osservatorio giuridico

Ex presidente delle Acli e sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba, tra i più autorevoli esponenti del cattolicesimo sociale italiano, presiede l’Osservatorio giuridico sul volontariato. L’intervista a Interris.it sull’impatto del Covid nel terzo settore

“E’ importante unire tutti gli sforzi per sconfiggere il virus e salvare la vita di tante persone. Ma non si può coltivare l’illusione che tutto tornerà come prima”, afferma a Interris.it l’ex presidente delle Acli e sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba. Tra i più autorevoli esponenti del cattolicesimo sociale italiano, presiede l’Osservatorio giuridico sul volontariato.

leggi la mia intervista su Interris.it di giovedì 19 Novembre 2020

Luigi BobbaIl virus come crash test del volontariato. Intervista al presidente dell’Osservatorio giuridico
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Amministrazione condivisa quali opportunità per le associazioni

L’opinione
di Luigi Bobba
Dopo la sentenza 131/2020 della Corte Costituzionale non sarà più possibile sostenere che lo Stato sia l’unico titolare del bene comune. Già Ferruccio de Bortoli, il primo settembre su Buone Notizie, sosteneva che la «disattenzione al limite della sciatteria» nei confronti del Terzo settore, fosse il frutto di una visione ideologica incapace di riconoscere al privato-sociale quella funzione di «cuscino solidale a favore della parte più debole del Paese, degli invisibili e dei dimenticati». Ebbene, la sentenza della Corte si muove invece in tale direzione, affermando che l’art.55 del Codice del Terzo settore – che regola i rapporti tra Enti del Terzo settore e amministrazioni pubbliche – rappresenta una delle più significative attuazioni del principio di sussidiarietà orizzontale. Per tale principio, le diverse articolazioni dello Stato hanno il compito di «favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, nello svolgimento di attività di interesse generale, secondo il principio di sussidiarietà».

In sintesi, la Corte afferma che nel rapporto tra Ets e amministrazioni pubbliche, vi è una «comunione di scopo» che giustifica un trattamento specifico nei confronti degli Ets. Infatti, l’articolo 55 del Cts prefigura una convergenza di obiettivi tra privato sociale e Stato nel realizzare interventi diretti ad elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale. La Corte riconosce che in relazione ad attività a forte valenza sociale sia compatibile anche con il diritto dell’Unione europea, un modello organizzativo ispirato non al principio di concorrenza ma a quello di solidarietà. Dunque, la sentenza rappresenta una vera rivoluzione culturale sul tema della «amministrazione condivisa». Naturalmente questa particolarità è riservata esclusivamente agli Ets che, per struttura, scopo e funzionamento, potranno iscriversi al Registro unico del Terzo settore. Si aggiunga che nel settembre scorso, nel Decreto Semplificazioni è stata introdotta una norma del tutto coerente con la sentenza della Corte. Ovvero che, quando un’amministrazione pubblica vuole realizzare un servizio o un’attività di interesse generale, deve avvalersi prioritariamente degli articoli 55 e 56 del Cts e non del Codice degli appalti, assumendo il ruolo di «partner di progetto» secondo i principi di co-programmazione e co-progettazione. Insomma, per gli Ets si tratta di passare dal ruolo di semplice fornitore a partner dello Stato nella realizzazione e cura di beni comuni. A tal proposito giova richiamare i contributi raccolti nel primo Quaderno di Terzjus – Osservatorio giuridico del Terzo settore ( scaricabile da sito www.terzjus.it). Uno strumento utile per passare dalla norma alla prassi, al fine di contrastare quella «miopia suicida» – evocata da de Bortoli – che impedisce di riconoscere al Terzo settore un ruolo essenziale sia nel rilancio economico che nella coesione sociale del Paese.

Presidente di Terzjus

Corriere Buone Notizie del 11 novembre 2020

 

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Registro unico, senza il via libera della Ue sarà un’anatra zoppa

Finché non vi sarà l’autorizzazione della Commissione europea (rectius, dal periodo d’imposta successivo a quello in cui essa sarà rilasciata), mancherà uno specifico profilo fiscale degli Enti di Terzo settore. Fino ad allora solo ODV ed APS potranno avere concreto interesse ad iscriversi nel RUNTS (anche a seguito di trasmigrazione). Ad oggi però non risulta che il Governo abbia inviato la richiesta a Bruxelles

leggi l’articolo di Antonio Fici su Vita.it del 14 novembre 2020

Luigi BobbaRegistro unico, senza il via libera della Ue sarà un’anatra zoppa
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Decreto ristori e ristori bis: la scheda

Con Dl 137/2020 e 149/2020 il Governo interviene con nuove misure per sostenere i soggetti che hanno subito delle restrizioni a seguito degli ultimi Dpcm. Ma quali misure effettivamente riguardano il Terzo settore? Tutte le novità a partire dalla proroga del termine per l’adeguamento degli statuti che scadrà il prossimo 31 marzo 2021

leggi l’articolo di Gabriele Sepio su Vita.it del 14 novembre 2020

 

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Chi prende in giro il Terzo settore? Le ipocrisie e i falsi alleati

Il capitale sociale del Paese durante la crisi ha fatto la differenza, ma ha falsi alleati e molte criticità sono irrisolte. La Riforma non è del tutto attuata e manca una politica specifica sulla «social economy» su cui l’Europa ha messo attenzione

A parole sono tutti d’accordo. Il capitale sociale italiano è la polizza assicurativa del Paese e il volontariato la spina dorsale della cittadinanza. Il Bene però ha due nemici: il conformismo e l’ipocrisia. E, dunque, troppi falsi alleati. Nel momento in cui Buone Notizie, dopo la pausa estiva, riprende il suo percorso, vorremmo rivolgere al governo e alla maggioranza che lo sostiene una semplice domanda. «Il futuro del Terzo Settore è tra le vostre priorità o lo state soltanto prendendo in giro con false promesse e pacche sulle spalle?». Chiediamo scusa per la brutalità del quesito ma spesso la sintesi estrema è indispensabile alla chiarezza.

leggi l’articolo di Ferruccio De Bortoli su Corriere Buone Notizie del 31 agosto 2020

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Global Inclusion: l’11 settembre in streaming come cambiare L’Italia in maniera inclusiva

L’ 11 settembre si terrà la seconda edizione di Global Inclusion, l’evento digitale in streaming a intranet unificate in cui imprese, associazioni non profit, università e istituzioni si confronteranno su come cambiare il nostro paese in quelli che sono stati definiti gli Stati Generali dell’inclusione.

Consapevole della gravità del momento, l’ecosistema delle imprese, associazioni non profit, università e istituzioni si propone di contribuire a trasformare il Paese in una comunità aperta al futuro, valorizzando reti ed alleanze orientate a preservare e accrescere il valore del sistema Italia con impegno, operosità e solidarietà.

Il programma di Global Inclusion 2020

MATTEO MARIA ZUPPI Cardinale e Arcivescovo metropolita di Bologna

PRESENTAZIONE STATUTO DELLA RINASCITA INCLUSIVA

LUIGI BOBBA Presidente Comitato Global Inclusion – Art. 3

LAURA ORESTANO Comitato Global Inclusion – Art. 3

FLORIANA FERRARA Comitato Global Inclusion – Art. 3

GIUSEPPE SANTELLA Comitato Global Inclusion – Art. 3

PAOLO VENTURI Comitato Global Inclusion – Art. 3

INTERVENTI KEY NOTE

Inclusione anno 2020 ELENA BONETTI, Ministra per le pari opportunità e la famiglia

Economia e Inclusione ANTONIO MISIANI, Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze

Crescita potenziale di sviluppo sostenibile SANDRO CALVANI

La condizione delle donne e dei bambini nella crisi Covid-19 NANDO PAGNONCELLI, Ipsos

Prendere in mano il proprio destino: la moda eticaVINCENZO LINARELLO, Goel

Ecosistema dell’inclusione STEFANO ZAMAGNI, Presidente della Pontificia accademia per le scienze sociali

ESPERIENZE Il patto tra le generazioni: rinascere con i giovani

PRESENTAZIONE LAVORI ASSOCIAZIONE ITALIANA DIREZIONE DEL PERSONALE

TERZO SETTORE E UNIVERSITÀ

CHIUSURA

Invito alla sottoscrizione dello Statuto della Rinascita inclusiva

leggi l’articolo su Massa Critica de 29 agosto 2020

 

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Non serve un quarto settore, ma una nuova economia

Non è la prima volta e non sarà l’ultima…

Non è la prima volta che succede e probabilmente accadrà ancora in futuro. Molte organizzazioni e istituzioni intuiscono che qualcosa sta cambiando – non da oggi – e quindi attraverso manifesti, position paper, consultazioni provano a leggere il nuovo scenario al fine di giocare un ruolo attivo nel riscrivere i “termini e condizioni” di un nuovo contratto sociale.

leggi l’articolo di Paolo Venturi e Flaviano Zandonai su Vita.it del 22 agosto 2020

Luigi BobbaNon serve un quarto settore, ma una nuova economia
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Borgomeo: «Ripartire da un nuovo paradigma: la centralità del Terzo Settore»

«Il rafforzamento, in chiave territoriale, delle esperienze e dei soggetti, il tema delle competenze, la finanza d’impatto e una nuova coscienza dell’intero settore a percepirsi come attore politico». Sono questi per il presidente della Fondazione CON IL SUD le sfide, le prospettive ed i percorsi da intraprendere da parte del Terzo settore in questa epoca di Covid

leggi l’articolo di Carlo Borromeo su Vita.it del 21 agosto 2020

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Senza Terzo settore non si esce dalla crisi

In questa crisi del Covid-19, che ci sta perseguitando dal 21 febbraio scorso, due dimensioni hanno attratto la quasi totalità delle attenzioni da parte sia dei soggetti pubblici istituzionali sia della politica e degli stessi cittadini: la dimensione sanitaria e quella economico-finanziaria. Nessuno potrà mai negare che si tratti di dimensioni di centrale rilevanza, ma sono le sole che devono essere prese in considerazione?

leggi l’articolo di Stefano Zamagni, Presidente della Commissione Scientifica di AICCON

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