Migranti. I confini davvero a rischio sono quelli dei valori

La prima impressione è quella di un Paese a un passo dalla guerra, sottoposto a minacce esterne gravissime. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal ministro Salvini ha sfornato l’idea di schierare la Marina militare e la Guardia di Finanza per «blindare i porti» italiani, ma in realtà per contrastare gli sbarchi spontanei dalle coste africane, di rafforzare la sorveglianza dei mari ricorrendo a radar e aerei militari, di rilanciare per l’ennesima volta gli accordi con la Tunisia per il controllo delle partenze e per i rimpatri

leggi l’articolo di Maurizio Ambrosini su Avvenire

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Quale facoltà universitaria scegliere dopo il diploma?

 

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La diversità? Un valore, anche economico

Il pensiero divisivo non è solo vecchio e, dunque, antistorico, ma rischia anche di essere improduttivo e di ostacolare la crescita e la generazione di valore, a partire dai luoghi di lavoro: da questo assunto nasce “Global Inclusion – Generazioni senza frontiere”, manifestazione che per la sua prima edizione chiama a raccolta l’ecosistema italiano dell’inclusione nei luoghi di lavoro, per sostenere il valore di una leadership inclusiva, in grado di mettere a valore le potenzialità del singolo per permettere l’espressione dell’unicità dei talenti di ciascuno.

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Compagnia di San Paolo e Fondazione Denegri prendono il controllo di SocialFare

Dall’erogazione di grant all’investimento: il passaggio strategico che stanno compiendo diverse fondazioni italiane arriva a un punto fermo con l’operazione di Compagnia di San Paolo – annunciata oggi – che entra nella compagine di SocialFare, impresa sociale. All’operazione partecipa- in quota paritaria – la Fondazione Denegri Social Venture, creata dalla famiglia Denegri (proprietaria di Finde Holding, a cui fa capo Diasorin).

leggi l’articolo su Il Sole 24 Ore

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Francesco Seghezzi: “Chi pagherà le pensioni? I costi dell’assistenza e la spesa sanitaria?”

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Il Reddito di Inclusione funzionava?

Ce lo siamo domandati leggendo gli ultimi dati dell’Istat sulla povertà in Italia. E abbiamo chiesto a Cristiano Gori di aiutarci a capire meglio la questione.
Pochi giorni fa l’Istat ha reso noti i dati sulla povertà in Italia relativi al 2018. Rispetto all’anno precedente i numeri sono sostanzialmente stabili: si trovano in povertà assoluta 1.822.000 di famiglie – pari al 7,0% di tutte le famiglie presenti nel Paese – per un totale di 5.040.000 persone (pari all’8,4% dei residenti); in termini reali si registra un leggero aumento del dato sulle famiglie (+44.000) e un leggerissimo calo per quel che riguarda gli individui (-18.000).
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Quando Ursula von der Leyen venne in Italia dalla Fornero a spiegare l’apprendistato

Era il 2012, l’Italia era guidata dall’esecutivo Monti, e il nostro paese stava avviando una stagione di riforme, anche per rispondere alla famosa lettera della Bce di fine 2011 che chiedeva all’allora esecutivo un deciso cambio di passo sul fronte della politica economica. Tra gli interventi allo studio del governo Monti alcuni riguardavano il mercato del lavoro, da rendere meno rigido (Elsa Fornero nel 2012 fece un primo ammorbidimento dell’articolo 18, poi è arrivato il Jobs act con le tutele crescenti) e soprattutto per favorire i giovani, il cui tasso di disoccupazione alla fine di quell’anno sfiorava il 38 per cento (oggi, dopo sette anni, rimaniamo ancora sopra il 30 per cento).

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“Nel 2018 solo 439mila bambini, il minimo storico dall’Unità d’Italia”

Continua il calo delle nascita in Italia, che si tradurrà in un progressivo svuotamento del mercato del con conseguenze enormi che facciamo finta di non vedere. Nel 2018 solo 439mila bambini, il minimo storico dall’Unità d’Italia. -18 mila rispetto al 2017 (-4,0%).

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