Frontiere: “Che fare?”. Luigi Bobba ospite di Franco Di Mare a RaiPlay

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Ancora aggiornamenti e riflessioni sull’emergenza coronavirus al centro della puntata di “Frontiere”. Con Franco Di Mare, Walter Ricciardi, membro dell’esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità e consulente del Ministero della Salute, e lo storico ed editorialista Paolo Mieli. Fra gli ospiti che interverranno alla trasmissione per cercare di rispondere alla domanda “Che fare?” anche il giornalista Antonio Polito, il filosofo Massimo Cacciari, lo scrittore Andrea Vitali, il matematico Piergiorgio Odifreddi, Mario Melazzini, amministratore delegato degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri Spa, Marco Cossolo, presidente di Federfarma, Luigi Bobba, ex sottosegretario al welfare.

 

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Luigi Bobba: mobilitare tutta la “flotta delle zanzare” nella battaglia contro il virus

Come rafforzare il volontariato nella battaglia contro il virus? Quale sarà il ruolo del Terzo Settore nella ricostruzione? Ne parliamo, in questa intervista, con Luigi Bobba già Presidente delle Acli ed ex sottosegretario al Welfare.

Presidente Bobba, lei ha usato una metafora, per far comprendere il ruolo del volontariato in questa “strana guerra”, quella della “piccola flotta delle zanzare. Una metafora che colpisce, può spiegarcela?

La metafora non è mia. L’ho  presa in prestito da un grande della storia, il primo ministro inglese Winston Churchill. Siamo alla fine del maggio del 1943. A Dunkerque, nel nord ovest della Francia, le truppe corazzate tedesche avanzano inesorabilmente e chiudono in una sacca senza via di uscita le divisioni britanniche e francesi. L’unica via di scampo è il mare. Churchill mobilita il meglio della Marina reale britannica, ma lancia anche un drammatico appello alla nazione perché tutti i civili dotati di un’imbarcazione (mercantili, barche da pesca o da turismo, ecc.) si mettano in mare e raggiungano il porto di Dover. Migliaia di inglesi raccolgono l’appello e si portano verso le spiagge di Dunkerque. Il rischio che le truppe anglo – francesi vengano completamente decimate è altissimo, anche perché i cacciatorpedinieri della Marina militare inglese non riescono ad attraccare al porto di Dunkerque, ormai distrutto dai bombardamenti dell’aviazione tedesca. Così, per portare in salvo i soldati, approfittando dell’oscurità della notte, la miriade di imbarcazioni civili, più agili e veloci, si avvicinano alle spiagge di Dunkerque, caricano i soldati ormai allo stremo e li trasferiscono sulle grandi imbarcazioni della Marina Reale. Churchill, ad operazione conclusa, lodò l’opera dei suoi ammiragli, ma ringraziò in particolare la “flotta-zanzara”, senza la quale il numero delle vittime sarebbe stato enormemente più elevato. Così in questa nostra “strana guerra”, mi è venuto in mente questa metafora che avevo già utilizzato più di 25 anni fa, quando cominciai ad occuparmi di Terzo settore. Fuor di metafora: per salvare tante vite e curare le ferite di molti, sono fondamentali le istituzioni dello stato (la sanità, la protezione civile, l’esercito) ma non bastano. Serve anche la “flotta delle zanzare”, servono la miriade di associazioni e organizzazioni di volontariato presenti nelle nostre comunità, perché più vicine alle persone da salvare e più veloci nell’arrivare in tempo per evitare troppe sofferenze e troppo dolore.

leggi la mia intervista di Pierluigi Mele su Rai News del 5 aprile 2020

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