Luigi Bobba a “Mi riguarda: il Servizio civile universale tra emergenza e futuro”

Alle 18 di venerdì 22 maggio, diretta su Youtube del web talk “Lo stato delle cose” delle Acli nazionali.

Il tema di oggi è “Mi riguarda: il Servizio civile universale tra emergenza e futuro”: con Titti Postiglione, direttrice Ufficio per il Servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Luca Liverani, giornalista Avvenire; Luigi Bobba, presidente di Terzius; Giovanni Rende, reppresentanza dei volontari di SCU; Matteo Bracciali, responsabile nazionale Ali Servizio Civile; Roberto Rossini, presidente nazionale Acli.

segui la diretta del web talk “Lo stato delle cose” della Acli nazionali

 

 

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Luigi Bobba: “Tre mosse per fare davvero universale il Servizio civile”

Si può far diventare veramente universale il Servizio civile? L’aggettivo, con il quale la riforma del 2017 qualifica il nuovo servizio civile, è alquanto impegnativo, ma ben lungi dall’essere realizzato. La domanda potrebbe allora essere così riformulata: è possibile che la stragrande maggioranza dei giovani italiani decida liberamente di dedicare 8/12 mesi della propria vita per un servizio alle persone più vulnerabili o comunque per una buona causa della propria comunità?  

leggi il mio articolo su Avvenire.it del 21 aprile 2020

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Ripensare e rilanciare il Servizio Civile. Per il presente e per il futuro

La vostra proposta giunge a pochi giorni dalla pubblicazione, su queste stesse pagine, di un lucido intervento di Luigi Bobba già presidente delle Acli e parlamentare, che da uomo di governo, tra il 2016 e il 2017, tenne a battesimo il Servizio civile universale.

Bobba ha offerto tre semplici idee (tinyurl.com/3settore ) a decisori e legislatori per far valere la straordinaria realtà delle reti di solidarietà italiane, spiegando in particolare che con «400 milioni di risorse aggiuntive» si potrebbero mobilitare nell’arco di tre mesi quegli «80 mila giovani che nell’ultimo bando non hanno trovato posto» per il loro anno di servizio volontario. Personalmente, sostengo da tempo l’idea che tale strumento possa e debba essere potenziato e reso non solo universale ma obbligatorio (so che non tutti sono d’accordo, eppure resto saldamente della mia opinione) per radicare nei giovani cittadini, attraverso il concreto esercizio di una solidarietà competente ed efficace almeno per una fase della propria vita, la consapevolezza che nella condizione stessa della cittadinanza si assommano diritti e doveri. Ma stiamo all’oggi, che ci chiede di fare tutto ciò che è necessario per affrontare e vincere la sfida del Covid-19. (segue)

leggi la risposta del Direttore di Avvenire Marco Tarquinio del 7 aprile 2020

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