Luigi Bobba: Decisiva la collaborazione tra Ministero e Regioni

Luigi Bobba, Il Sole 24 Ore, Norme & Tributi, 10 novembre 2021, pag. 2

Con il debutto del RUNTS, al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali spetterà un ruolo di primo piano nella fase di coordinamento e popolamento iniziale del Registro. Non a caso è proprio lo stesso Ministero a fissare sia le tempistiche e le modalità con cui si metterà in moto il processo di migrazione delle ODV e delle APS, sia il procedimento mediante cui l’Agenzia delle Entrate dovrà provvedere a pubblicare l’elenco degli enti attualmente iscritti nell’Anagrafe ONLUS.

Non a caso, il Codice del Terzo settore assegna al Ministero del Lavoro un compito determinante: quello di assicurare l’uniforme applicazione del “diritto del Terzo settore” esercitando una funzione di vigilanza, monitoraggio e controllo pubblico degli enti del Terzo settore (ETS). Per di più, tali funzioni non riguarderanno soltanto i sistemi di registrazione degli ETS e l’attività di promozione e controllo esercitata dalle Reti associative e dai Centri di servizio per il volontariato, ma anche il monitoraggio e il coordinamento delle attività attribuite agli uffici del RUNTS (artt. 92 e ss. CTS). In questo senso, l’attività del Ministero risponde all’esigenza di garantire la corretta osservanza della disciplina legislativa, statutaria e regolamentare degli ETS e si lega alla costante opera interpretativa delle norme del Codice, effettuata a partire dell’entrata in vigore del CTS nell’agosto 2017. Oltre a ciò, il Ministero interviene anche nella fase relativa ai controlli propedeutici all’accesso al RUNTS. Un’attività di verifica che non viene svolta solo con riguardo al possesso dei requisiti per gli enti iscritti presso l’Ufficio statale del RUNTS, ovvero le Reti associative del Terzo settore, ma con riferimento a tutti coloro che assumeranno la qualifica di ETS e che sarà tesa ad accertare il rispetto dei requisiti generali e speciali (es. per associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato).Per di più,in relazione all’accesso delle Reti associative al RUNTS, il Ministero sarà chiamato a vagliare i c.d. Statuti standard. Modelli che le Reti potranno mettere a disposizione degli enti ad essa aderenti, previa approvazione da parte del Ministero: una procedura che consentirà di accelerare le pratiche di iscrizione nel RUNTS degli stessi enti.

In questa fase di avvio del Registro, in ragione del carattere eterogeneo delle attuali modalità di registrazione (Registri regionali delle organizzazioni di volontariato; Registri Nazionali/regionali delle associazioni di promozione sociale e Anagrafe unica delle Onlus) nonché della mole di posizioni degli enti da trattare e verificare, sarà decisiva  la collaborazione e il coordinamento amministrativo tra il Ministero del Lavoro e le Regioni e le Province autonome. 

Dunque, l’avvio del RUNTS rappresenta uno snodo cruciale per rendere pienamente operativa una riforma che,fin dall’inizio, si è posta l’obiettivo di riordinare, uniformare e promuovere l’intero universo degli ETS. C’è da augurarsi che l’avvio del RUNTS, costituisca un forte stimolo a provvedere con sollecitudine all’invio da parte del Governo della notifica alla UE di alcune norme fiscali soggette al regime di autorizzazione comunitaria. In definitiva, il Registro e i nuovi regimi fiscali degli ETS sono essenziali per liberare tutte le potenzialità innovative della Riforma, ad oggi ancor in buona parte non utilizzate.

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Registro unico, senza il via libera della Ue sarà un’anatra zoppa

Finché non vi sarà l’autorizzazione della Commissione europea (rectius, dal periodo d’imposta successivo a quello in cui essa sarà rilasciata), mancherà uno specifico profilo fiscale degli Enti di Terzo settore. Fino ad allora solo ODV ed APS potranno avere concreto interesse ad iscriversi nel RUNTS (anche a seguito di trasmigrazione). Ad oggi però non risulta che il Governo abbia inviato la richiesta a Bruxelles

leggi l’articolo di Antonio Fici su Vita.it del 14 novembre 2020

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