“Pil, quando l’Italia fa meglio della Germania”, Marco Fortis su Il Sole 24 Ore

Occorre evitare conclusioni approssimative su dieci lunghi anni che non sono stati affatto omogenei tra loro bensì nettamente divisi in due tronconi: un primo periodo di forte crisi (2010-14) e un secondo di significativa crescita (2015-18), addirittura la più forte crescita che l’Italia abbia mai sperimentato da quando è cominciata la circolazione monetaria dell’euro

leggi l’articolo di Marco Fortis su Il Sole 24 Ore 

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Un Paese, due facce. Perché ora rischiamo di essere retrocessi

Di Vico toglie il velo ad un dato apparentemente incomprensibile: se il Pil è fermo, come fa la disoccupazione a scendere? infatti le ore lavorate diminuiscono. Un Paese, due facce. Perché ora rischiamo di essere retrocessi.

Ieri su Twitter ha conosciuto un discreto successo il commento del profilo satirico Vujadin Boskov che ha inquadrato il doppio dato Istat alla maniera dell’indimenticato allenatore blucerchiato: «Ma se disoccupazione scende e Pil è fermo, nuovi assunti sta tutti in tribuna». È solo una battuta e non va certo presa alla lettera ma le rilevazioni statistiche di ieri, più che alla solita intemerata politica, si prestano a tentare di capire dove sta andando l’economia italiana, caratterizzata da un Pil in piena stagnazione e un’occupazione a livelli alti. Che cosa sta accadendo?

leggi l’articolo di Dario Di Vico su Corriere Economia

 

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“Non vedo vie d’uscita per il Governo”. Carlo Cottarelli all’Huffpost

Il Pil italiano è inchiodato allo zero. Per l’economista “Troppo grande la distanza tra le loro promesse e la necessità di ridurre deficit e debito”. Il vero timore è che si sveglino i mercati

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Luigi Bobba“Non vedo vie d’uscita per il Governo”. Carlo Cottarelli all’Huffpost
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