Terzo settore, Bolzano si mette di traverso: ancora un rinvio per il registro unico

Rinvio a settembre: è questo l’esito dell’opposizione espressa dalla Provincia Autonoma nella seduta del 6 agosto della Conferenza Stato-Regioni, presieduta dal ministro Francesco Boccia. L’intervento del presidente di Terzjus (Osservatorio di diritto del Terzo settore, della filantropia e dell’impresa sociale): “Altri ritardi sarebbero non solo intollerabili ma rischierebbero di compromettere il cammino stesso della riforma, generando la sensazione che chi ha responsabilità politiche di governo non abbia la forza e la determinazione necessarie per dare completa ed efficace attuazione alla riforma del Terzo settore”

Luigi BobbaTerzo settore, Bolzano si mette di traverso: ancora un rinvio per il registro unico
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Formazione digitale, welfare di comunità e borghi. Ecco l’Action plan del Terzo settore del futuro

Luigi BobbaFormazione digitale, welfare di comunità e borghi. Ecco l’Action plan del Terzo settore del futuro
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Più facili e rapidi gli investimenti nelle imprese sociali? Forse.

Decreto economia: firmato il decreto ministeriale correttivo che corregge quello emanato nel 2015. Ecco i principali punti della legge.

Il Ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, in data 11 giugno, ha finalmente firmato il decreto ministeriale correttivo di quello emanato nel maggio del 2015, che istitutiva una misura volta a sostenere lo sviluppo dell’economia sociale attraverso la concessione di aiuti nella forma di finanziamento agevolato (al tasso dello 0,5% restituibile in 15 anni) per investimenti delle imprese sociali. Il provvedimento – che aveva una dotazione finanziaria pari a 223 milioni – nasceva nel contesto della riforma del Terzo settore e conteneva una novità importante: per la prima volta, una quota del FRI (fondo rotativo per le imprese) veniva specificamente dedicato alle imprese sociali. Trascorsero circa due anni, prima che lo stesso Ministero provvedesse ad emanare le successive disposizioni per dare concreta attuazione al decreto del 2015. Infatti, nel novembre del 2017, veniva finalmente aperto lo sportello per la presentazione delle domande di agevolazione.

leggi il mio editoriale per Terzjus con Nicolò Melli del 13 luglio 2020

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Luigi Bobba: “Il contribuente diventa un motore di coesione sociale”

Ci sono quasi 16,5 milioni di persone che scelgono di avvalersi del 5 per mille, ovvero più della metà dei contribuenti italiani che presentano una dichiarazione dei redditi con una tassazione positiva. È da loro che bisogna ripartire se non vogliamo – come ha scritto su Vita Giuseppe De Rita – arrenderci allo statalismo dell’emergenza.

La coincidenza tra la campagna fiscale in corso e la Fase 2 della crisi epidemica, ci offre l’occasione per ripensare e rafforzare questo originale strumento di sussidiarietà fiscale – nato nel 2006 –, che viene utilizzato da un numero di contribuenti quasi pari a quelli che optano per l’8 per mille per le diverse confessioni religiose e cinque volte superiore a coloro che si avvalgono del 2 per mille destinato ai partiti politici. Il successo di questa misura evidenzia quanto gli italiani apprezzino il lavoro di tante associazioni, fondazioni e organizzazioni di volontariato che promuovono la ricerca scientifica per combattere malattie mortali, che operano in luoghi di conflitto e di miseria, che si impegnano per la cura e l’educazione dei bambini e dei ragazzi specialmente nei Paesi del Sud del Mondo, che sono vicine agli anziani e alle persone disabili e che proteggono e curano il nostro ambiente e i nostri beni culturali. Tra il 2013 e il 2014, il numero dei contribuenti che utilizzavano il 5 per mille conobbe un’impennata che portò il totale intorno ai 16 milioni per poi conoscere, negli anni successivi, una sostanziale stabilizzazione. Domanda: come raggiungere quell’altro quasi 50% di contribuenti che non si servono della facoltà di indirizzare per una buona causa una parte della tassazione dovuta, diventando così protagonisti della tenuta e della coesione sociale del Paese in un momento così difficile? Ci sono tre strade che si possono percorrere. 

La prima appartiene alla responsabilità del Governo: dimezzare i tempi per l’erogazione del 5 per mille ai beneficiari. Fino ad oggi la prassi era che trascorressero ben due anni da quando il cittadino indicava sul 730 il codice scale dell’ente a cui voleva destinare il suo 5 per mille, al momento in cui il beneficiario riceveva la somma spettante. La riduzione ad un anno darà al contribuente una maggior fiducia che le proprie risorse arrivino velocemente al destinatario e non si perdano nei meandri della burocrazia. 

Secondo: comunicare a un pubblico largo il volto positivo di questa misura di sussidiarietà fiscale, in modo da provare a persuadere anche quei 14 milioni di contribuenti che non hanno mai scelto di utilizzare il 5 per mille. La Rai, servizio pubblico, gioca un ruolo decisivo su questo versante, ma i media e le piattaforme interessate devono essere molteplici. E se questo porterà a rendere insufficienti le risorse del fondo dedicato – 500 milioni –, il Governo provveda a incrementarlo adeguatamente. 

Infine, ci si affretti a rendere operativo il Registro Unico degli Enti di Terzo settore, in modo che tutti coloro che saranno iscritti potranno accedere al 5 per mille, ampliando così la platea dei beneficiari. Platea che, tra l’altro, andrebbe riordinata in quanto vi sono squilibri evidenti tra gli enti di volontariato che ricevono mediamente un importo pari a 7.200 euro e gli enti della ricerca scientifica e della sanità a cui arriva invece una somma pari a circa 225mila euro. 

Parafrasando Giorgio Gaber, la sussidiarietà fiscale non è una bella affermazione da esibire in qualche convegno, ma una strada che può contribuire a rafforzare le reti della solidarietà e favorire la rinascita inclusiva delle nostre comunità. 

scarica la pagina con il mio editoriale nell’allegato alla rivista Vita.it di Giugno 2020

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Al Recovery Plan serve completare la riforma del Terzo settore

Esattamente quattro anni fa la veniva varata la legge 106 del 6 giugno 2016 oggi ancora in buona parte inattuata: registro unico, 5 per mille, servizio civile universale, impresa sociale, social bonus. Portare a termini i relativi provvedimenti attuativi significherebbe dare corpo alle parole del ministro Gualtieri e dotare il Paese di uno strumento importante per immaginare un nuovo modello di politiche economiche e sociali. L’intervento dell’ex sottosegretario e presidente di Terzjus, l’osservatorio sulla riforma del Terzo settore

leggi il mio articolo su Vita.it del 6 giugno 2020

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Civitas con Luigi Bobba, “padre” della riforma del Servizio Civile

Primo appuntamento di #Civitas con Luigi Bobba, “padre” della Riforma del Servizio Civile, che passò con il D.Lgs. 40/2017 da Nazionale a Universale.

#Civitas – Progettando la società del dopovirus.” è una serie di interviste con i firmatari di #CentoXCentoServizioCivile, campagna nata per incrementare il #ServizioCivile, per parlare non solo di Servizio Civile ma del futuro che sogniamo.

Cercheremo di capire cosa è significato questo passaggio e in quale direzione dovrebbe andare il SCU in futuro.

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Civitas con Luigi Bobba, "padre" della riforma del Servizio Civile

🔴 Primo appuntamento di #Civitas con Luigi Bobba, "padre" della Riforma del Servizio Civile, che passò con il D.Lgs. 40/2017 da Nazionale a Universale. 💡 "#Civitas – Progettando la società del dopovirus." è una serie di interviste con i firmatari di #CentoXCentoServizioCivile, campagna nata per incrementare il #ServizioCivile, per parlare non solo di Servizio Civile ma del futuro che sognamo. 💬 Cercheremo di capire cosa è significato questo passaggio e in quale direzione dovrebbe andare il SCU in futuro.

Pubblicato da Cento X Cento Servizio Civile su Domenica 7 giugno 2020

 

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Rai News “Emergenza Covid-19: verso una statalizzazione soft del volontariato?” Intervista a Luigi Bobba

Quale dinamica virtuosa deve ispirare l’azione dello Stato insieme a quella del volontariato nell’emergenza Covid? Quali i rischi di una strisciante statalizzazione del volontariato? Ne parliamo con Luigi Bobba, ex presidente nazionale delle Acli ed ex sottosegretario al Welfare.

leggi l’intervista su Rai News del 30 maggio 2020

Luigi BobbaRai News “Emergenza Covid-19: verso una statalizzazione soft del volontariato?” Intervista a Luigi Bobba
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