In Italia il mercato del lavoro è sempre più frammentato

A dirlo è il Rapporto Cnel sul mercato del lavoro e la contrattazione collettiva del 2018, analizzato dagli amici di Itinerari Previdenziali

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Parla Roberto Rossini, Presidente delle Acli: «L’idea è buona, ma restano delle riserve»

“Se la somma mensile erogata invece che un aiuto a trovare un posto si limitasse a una rendita sarebbe un errore. Per i più sarebbe stato meglio mantenere il ” L’intervista a su

 

Luigi BobbaParla Roberto Rossini, Presidente delle Acli: «L’idea è buona, ma restano delle riserve»
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Ho smesso di cantare ma ho alzato lo sguardo sulle cose

Il cantautore: «Questa parte della mia vita la tengo per me. La “Canzone popolare” all’Ulivo? Non ci si pente di una cosa così. Comunque non lo rifarei: l’ho già fatto una volta»

leggi l’intervista di Walter Veltroni a Ivano Fossati sul Corriere della Sera

https://twitter.com/VeltroniWalter/status/1086898715548418048

 

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Ecco il manifesto di Calenda per le elezioni europee

Ecco il manifesto di per le Si chiama “Manifesto per la costruzione di una lista unitaria delle forze europeiste”. lo ha letto in anteprima per Il Foglio

“Il destino dell’Europa è il destino dell’Italia. L’Italia è un paese fondatore dell’Unione Europea, protagonista dell’evoluzione di questo progetto nell’arco di più di 60 anni. E protagonisti dobbiamo rimanere fino al conseguimento degli Stati Uniti d’Europa, per quanto distante questo traguardo possa oggi apparire. Il nostro ruolo nel mondo, la nostra sicurezza – economica e politica – dipendono dall’esito di questo processo”

 

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Dalla lotta di classe all’estremismo digitale

Stare al gioco produce i suoi vantaggi, così chi per primo ha capito e adottato la nuova logica ha vinto le elezioni. Il rischio è che la situazione si esasperi

leggi l’articolo di Mauro Magatti sul Corriere della Sera

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Luigi Bobba: aderisco al manifesto “SIAMO EUROPEI”

Mi convince la proposta formulata dall’ex Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, insieme ad altri, di un Manifesto – SIAMO EUROPEI – come base comune per costituire una lista unica delle forze politiche e civiche europeiste per le prossime elezioni europee” – dichiara l’ex Sottosegretario al Ministero del Lavoro Luigi Bobba.

“L’appuntamento elettorale del prossimo 26 maggio – continua Bobba – sarà decisivo per capire se ci si vuole incamminare verso gli Stati Uniti d’Europa, oppure cancellare giorno per giorno – come stanno facendo le forze sovraniste e populiste – la paziente costruzione di uno spazio comune di libertà, democrazia e benessere”.

“Non sono certo tra coloro che vogliono conservare l’Europa così com’è e che non ne vedono i limiti e i tanti errori di questi anni – conclude Bobba -, ora è tempo di cambiare strada per fare dell’Europa di domani il soggetto politico e istituzionale protagonista di uno sviluppo innovativo, inclusivo e sostenibile. Investire sulla scuola, sul lavoro, sulla ricerca, sull’ambiente e sul welfare è l’unico modo per guardare l’Europa con gli occhi di coloro che oggi hanno 20 anni e per la prima volta  parteciperanno all’elezione del Parlamento europeo.”

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Luigi Bobba sui dazi: una vittoria dei risicoltori, un plauso all’Unione Europea

Questa volta la Commissione Europea non è rimasta intrappolata nelle sue burocrazie. La richiesta del Governo Gentiloni (febbraio 2018) – supportata da altri sette Paesi – di introdurre la clausola di salvaguardia sulle importazioni di riso a dazio zero da Cambogia e Myammar/Birmania, è stata accolta.

In meno di un anno, la Commissione Europea ha avviato un’indagine che ha portato a verificare un aumento anomalo di importazioni da questi paesi, in volumi tali da danneggiare seriamente i risicoltori europei e in particolare quelli italiani che da soli producono circa il 50% del riso europeo.

“Una vittoria importante perché consente di evitare un vero e proprio dumping sul riso italiano, mettendo fortemente in difficoltà le nostre aziende vercellesi – dichiara Luigi Bobba, già Sottosegretario al Lavoro.

La spinta dell’Ente Risi, delle organizzazioni agricole e dei risicoltori vercellesi – insieme all’azione di Governo e della UE – ha portato in meno di un anno, a conseguire questo importante risultato”.

“Le nostre aziende e le nostre istituzioni – continua Bobba – possono ora concentrare la loro attenzione sulla sfida della qualità e della tipicità del nostro prodotto. E le azioni intraprese dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero, anche con il lancio del marchio “Piemondina”, si muovono proprio in questa direzione.

Ora – conclude Bobba – bisogna arrivare all’etichettatura europea sul paese di origine in modo da salvaguardare la tipicità del riso delle nostre terre, l’unicità del paesaggio delle risaie, tutelare adeguatamente i consumatori e promuovere la gastronomia piemontese”.

 

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Sette passi per il rilancio della riforma

“E’ l’Italia che ricuce e che dà fiducia”. Questo il filo conduttore del discorso di fine anno del presidente Mattarella che ha evocato i soggetti che “rappresentano una rete preziosa di solidarietà”. Proprio insieme a questi soggetti, Governo e Parlamento tra il 2014 e il 2017 hanno varato una riforma volta a “favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini,singoli e associati, nello svolgimento di attività di interesse generale,secondo il principio di sussidiarietà (art.118 della Costituzione). Per cui appare del tutto irragionevole oltreché sbagliato, introdurre nuove “tasse sulla bontà”, come previsto nella legge di bilancio. Ora il Governo ha promesso di cancellare la norma,ma se vuole  promuovere le reti di solidarietà anche colpendo “i furbetti”, non ha che da dare piena applicazione alla Riforma del terzo settore, attraverso sette semplici ma indispensabili passi.

Primo: istituire il Registro unico degli enti del Terzo settore (Ets). E’ una misura cardine per sapere chi sono, cosa fanno tali enti e se sono meritevoli delle agevolazioni previste dalla legge. Va realizzato con le Regioni in modo uniforme su tutto il Paese entro agosto 2019.                                                                                                                                                              

Secondo: a proposito di norme fiscali, la riforma ha ridisegnato con pochi principi un sistema che si era fatto intricato e spesso inefficace. Diverse di queste norme, comprese quelle dedicate all’impresa sociale, necessitano per entrare in vigore di un’autorizzazione della Commissione Europea. Perché il Governo non ha ancora presentato la richiesta? 

Terzo: per rafforzare e stabilizzare le attività e le strutture degli Ets, la riforma ha introdotto il “social bonus”, una misura fiscale fortemente agevolativa (fino al 65% di detrazione) per favorire l’utilizzo da parte degli stessi enti di immobili pubblici inutilizzati o confiscati alle mafie. Cosa aspetta il Governo ad emanare il decreto attuativo?

Quarto: nel Codice del Terzo settore sono stati istituiti i “Titoli di solidarietà”, ovvero obbligazioni o certificati di deposito con una tassazione pari ai titoli di debito pubblico, destinati proprio a finanziare le attività degli Ets. Cosa si aspetta a farli decollare?

Quinto: da luglio i tanto vituperati burocrati hanno predisposto una bozza di decreto relativo alle attività secondarie e strumentali degli Ets, in modo da regolare quelle attività di natura commerciale volte ad apportare risorse private per le attività principali degli stessi enti. Perché il Governo lo tiene nel cassetto?

Sesto: in ragione dei nuovi compiti attribuiti dalla riforma al Ministero del Lavoro attraverso la Direzione generale “Formazioni sociali e Terso settore”, si rende necessario un significativo rafforzamento del personale dedicato a svolgere le funzioni di indirizzo e controllo. Altrimenti la Riforma rischia di rimanere “bella ma impossibile”.

Settimo: il Governo ha opportunamente previsto un incontro con il Forum del Terzo settore. Ma non ha mai convocato  il Consiglio nazionale del Terzo settore, organismo istituzionale a cui la legge attribuisce il compito supportare il Governo nell’applicazione della Riforma. Semplice dimenticanza?

Consiglio non richiesto per il nuovo anno: anziché ingiuste e irragionevoli “tasse sulla bontà”, basterebbe compiere questi semplici ma essenziali sette passi.

pubblicato in Corriere della Sera del 15 Gennaio 2019 Buone Notizie pag. 7

Luigi BobbaSette passi per il rilancio della riforma
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Bentivogli (Fim Cisl): «Con l’ecotassa sulle auto il piano Fca diventa carta straccia»

«Con questo emendamento il piano di 5 miliardi di euro che Fca ci ha presentato nei giorni scorsi rischia di diventare carta straccia». Il segretario della Fim, Marco Bentivogli è stato tra i primi a denunciare i rischi che potrebbe comportare, per tutta la filiera italiana dell’automotive, l’adozione dell’ormai famigerato 79 bis.

Luigi BobbaBentivogli (Fim Cisl): «Con l’ecotassa sulle auto il piano Fca diventa carta straccia»
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